OSPEDALE DA INCUBO A LOCRI/ Video Iene: ‘ndrangheta dietro malasanità in Calabria?

- Dario D'Angelo

Blitz di Gaetano Pecoraro de Le Iene Show all’ospedale di Locri: 6 primari per 16 reparti. La ‘ndrangheta dietro malasanità in Calabria?

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Ospedali da incubo in Calabria (Le Iene)

L’inchiesta de “Le Iene” sugli ospedali da incubo arriva in Calabria dopo essersi concentrata sulla Campania. L’inviato Gaetano Pecoraro è stato in corsia a Locri e Polistena, strutture che fanno capo all’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria. Lo stato delle strutture e la situazione dei concorsi è stato documentato dal programma di Italia 1, ed è a dir poco preoccupante. L’Asp costa 800 milioni di euro all’anno per soli 460 posti. Il Policlinico di Milano, invece, costa la metà per il doppio dei posti. Gaetano Pecoraro ha parlato col direttore dell’Asl, che è anche direttore generale e sanitario della struttura. Una doppia carica che non potrebbe avere… «Provvisoriamente mi hanno incaricato di reggere la direzione generale. Abbiamo un dissesto enorme, non abbiamo bilancio dal 2013. È una situazione particolare. C’è stata una cattiva gestione», ha dichiarato il dottor Misiti. Ma dove sono finiti questi soldi, nonostante gli ospedali cadano a pezzi? Per alcuni c’è l’ombra della ‘ndrangheta dietro. (agg. di Silvana Palazzo)

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OSPEDALE DA INCUBO A LOCRI

Getta una luce inquietante sulla sanità calabrese l’inchiesta de Le Iene Show sull’ospedale di Locri realizzata da Gaetano Pecoraro. L’inviato della trasmissione di Italia Uno, come si può leggere dalle anticipazioni del programma, sarà protagonista di un nuovo episodio di “ospedali da incubo”, un viaggio nei meandri della sanità che spesso e volentieri non viene in superficie ma che costringe soprattutto i malati a fare i conti con disservizi non all’altezza di un Paese come l’Italia tra le prime economie mondiali. Quali sono le anomalie riscontrate da Gaetano Pecoraro nel suo servizio? Si va dagli ascensori che non funzionano al pari dei macchinari necessari per le visite – come quelli della tac, della pet e la risonanza magnetica – e si arriva al paradosso della gestione della struttura, dove sono presenti 16 reparti ma solo 6 primari.

UIL-FPL DOPO BLITZ IENE, “OSPEDALE LOCRI PUNTA ICEBERG”

Ovviamente la notizia del servizio de Le Iene Show all’ospedale di Locri si è diffusa in pochissimo tempo in regione. Un commento durissimo non solo sulla struttura sanitaria in questione bensì su tutta la sanità calabrese è arrivato da parte del sindacato Uil-Fpl:”Il blitz delle ultime ore da parte degli inviati de “Le Iene” nella zona della locride con un particolare approfondimento riservato alle criticità presenti nell’ospedale di Locri, rappresenta la punta dell’iceberg del dramma vissuto dai cittadini dell’intera area jonica per la disfatta dei servizi sanitari, determinata dall’inefficienza ed incapacità gestionale dei vertici dell’ASP reggina che si sono succeduti. Manager, o pseudo-tali, impreparati al compito specifico a cui sono stati chiamati, assegnati dalla lobby della politica regionale di turno alla guida dell’Asp per il solo titolo dell’appartenenza, dirigenti lasciati alle direzioni sanitarie ospedaliere e delle strutture del territorio senza le più elementari cognizioni ed esperienze lavorative sull’organizzazione e gestione dei servizi sanitari, tutti carenti di specifici titoli professionali e di carriera, fin troppo spesso con il ricorso a mendaci dichiarazioni sul possesso degli stessi, hanno prodotto la disintegrazione della sanità reggina, al punto di non riuscire più a garantire ai cittadini neanche l’ultimo dei livelli essenziali di assistenza. Spesa fuori controllo e caos totale dell’organizzazione sanitaria provinciale sono gli effetti devastanti che si presentano quotidianamente agli occhi di tutti, purtroppo anche agli organi di vigilanza e controllo, che assistono indifferenti. Ancor più, evidenti livelli di incapacità ed inadeguatezza gestionale vengono occultati e mantenuti con l’artifizio dello spostamento degli interessati da una area di interesse gestionale all’altra, da una Asp all’altra, nonostante l’incapacità palesata”

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