Sparò al ladro: condannato/ Salvini gli fa visita in cella “Lui dentro, ladro fuori”

Salvini è andato a trovare in carcere l’imprenditore che ferì gravemente un ladro entrato nel suo cantiere

Salvini ad Aosta
Salvini a processo per vilipendio all'ordine giudiziario? (LaPresse, 2019)

Salvini è andato a far visita all’imprenditore piacentino che nell’ottobre del 2011 sparò ad un ladro, ferendolo in maniera grave. Il 16 febbraio la Cassazione ha condannato Angelo Peveri ad una reclusione di 4 anni e 6 mesi, e da tre giorni si trova rinchiuso presso il carcere di Novate: «Peveri trascorrerà ingiustamente la sua terza notte in carcere lontano dalla famiglia – le parole del ministro dell’interno – il rapinatore invece è fuori con il portafogli pieno. Dal mio punto di vista non avrebbe dovuto nemmeno entrarci in carcere». Il titolare del Viminale si dice pronto a rivolgersi anche al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per far scarcerare il signor Peveri: «Se servirà andrò anche dal presidente della Repubblica a chiedere la grazia». Peveri, quella notte del 6 ottobre del 2011, sparò ad un ladro rumeno che stava provando insieme a due complici a rubargli per l’ennesima volta il gasolio. Secondo la ricostruzione, l’imprenditore di Borgonovo sparò una serie di colpi in aria, poi, quando vide uno dei ladri tornare indietro per recuperare la macchina, lo braccò, lo fece inginocchiare, e gli sparò ferendolo in maniera molto grave.

SPARÒ AL LADRO: CONDANNATO. SALVINI GLI FA VISITA IN CELLA

Secondo la giustizia, dopo tre gradi, non si è trattata di legittima difesa, nonostante lo stesso imprenditore si sia sempre giustificato per via delle continue rapine subite negli ultimi anni. Un tema delicato che è stato trattato dal vicepresidente del consiglio, in previsione del futuro dl: «La legge che approveremo non è l’invito a nessuno a farsi giustizia, ma se io vengo aggredito o minacciato nella mia azienda, nel mio negozio, nella mia casa ho diritto di difendermi senza passare nove anni per tribunali come ha fatto Angelo Peveri. Dopo questo incontro ho la sensazione di qualcosa che non è giusto: perché che sia in galera un imprenditore che si è difeso dopo 100 furti e rapine, e invece sia a spasso un rapinatore in attesa di un risarcimento dei danni, mi dice che bisogna cambiare presto e bene le leggi. Cercheremo di fare di tutto perché stia in galera il meno possibile». Condannato a 4 anni e 2 mesi anche il dipendente che era con Peveri al momento della rapina, Gheorghe Botezatu.



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