MESSAGGIO MADONNA DI MEDJUGORJE/ 25 febbraio 2019: “aprite cuore a Gesù, io con voi”

- Niccolò Magnani

Messaggio della Madonna di Medjugorje, oggi 25 febbraio 2019: l’apparizione alla veggente Marija Pavlovic, “aprire il cuore a Gesù!”

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La veggente Marija Pavlovic nello stadio di Palermo nel 2012 (LaPresse)

Poche parole, brevi eppure ricche di significato e non solo per la veggente Marjia ha come sempre diffuso le parole della Madonna Regina della Pace dopo l’apparizione da Medjugorje: la Madre di Dio fa un appello “senza età” a tutti i figli sparsi nel mondo, con fede e senza fede, che possano ritrovare la conversione in quell’Unico che possa donare felicità e vita eterna oltre a quel “centuplo quaggiù” ricercato dal cuore di ogni singola persona. «Cari figli! Oggi vi invito alla vita nuova. Non importa quanti anni abbiate, aprite il vostro cuore a Gesù che vi trasformerà in questo tempo di grazia e voi, come la natura, nascerete alla vita nuova nell’amore di Dio e aprirete il vostro cuore al Cielo e alle cose celesti. Io sono ancora con voi perché Dio me lo ha permesso per amore verso di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata», si legge nel messaggio diffuso poco fa in tutte le lingue del mondo. Aprire il cuore ma soprattutto essere disposti alla chiamata nella propria esistenza di tutti i giorni, nella propria vita di umili peccatori: quel “non importa quanti anni abbiate” dimostra tutto l’amore della Santa Madre di Dio nel voler raggiungere tutti, ma proprio tutti, anche chi si trova nell’ultimo “capitolo” della propria esistenza.

VERSO IL MESSAGGIO DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

È il 25 febbraio, e come ogni venticinquesimo giorno del mese, è giunto il momento e il tempo del messaggio della Madonna di Medjugorje tramite l’apparizione a Marija Pavlovic, una delle veggenti che da oltre trent’anni riporta alcuni dei contenuti delle proprie misteriose e “celestiali” apparizioni. «Benedite e cercate la sapienza dello Spirito Santo affinchè vi guidi in questo tempo per poter comprendere e vivere nella grazia di questo tempo. Convertitevi, figlioli, e inginocchiatevi nel silenzio del vostro cuore. Mettete Dio al centro del vostro essere cosicchè possiate testimoniare nella gioia le bellezze che Dio vi dona continuamente nella vostra vita»: parlava così la Regina della Pace ormai il 25 maggio 2001, riportato ieri sul portale online Medjugorje.ws. Parole “passate” che però parlano “miracolosamente” anche ai tempi di oggi, ricche di secolarismo e mancanza drammatica di fede: «rimettere Dio al centro» era lo stesso cardine sul quale la Madonna rifletteva assieme ai suoi figli esattamente un mese fa nell’ultimo messaggio del 25 gennaio 2019. «Comprenderete, figlioli, di essere di passaggio qui sulla terra e sentirete il bisogno di essere più vicini a Dio e con l’amore darete testimonianza della vostra esperienza dell’incontro con Dio, che condividerete con gli altri. Io sono con voi e prego per voi ma non posso senza il vostro Si. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

“PERCHÈ CI STUPIAMO CHE LA MADONNA VENGA DA NOI?”

Ogni anno ad Assisi si tiene il Congresso degli “Apostoli della Divina Misericordia con Maria Regina della Pace” e come ogni celebrazione vengono invitati diversi testimoni e relatori per riflettere sulla tematica scelta all’inizio del convegno. Ebbene, su tutte quest’anno va segnalata di certo l’analisi dello scrittore e giornalista cattolica Saverio Gaeta che in maniera semplicissima “invita” tutti ad una riflessione netta e schietta proprio a partire dalla Madonna di Medjugorje: «Ma se noi la chiamiamo chiedendole di scendere in mezzo a noi e Lei ci ascolta e viene perché non ci crediamo? Perché dubitiamo?». Viene poi fatto un excursus delle varie apparizioni mariana “ancora in corso”, da Medjugorje fino a San Nicolas in Argentina: come segnala il blog “La Luce di Maria”, «La curiosità è che di quella Argentine poco si parla. Ciò, nonostante il numero di messaggi lasciati al veggente sia di gran lunga superiore a quelli lasciati a Mirjana e Marija a Medjugorje». Dalle riflessioni di Gaeta e degli altri testimoni, la domanda sorge ancora spontanea: «quindi, se la fede ci porta a chiamare la nostra mamma celeste, sperando, ed ottenendo in milioni di casi, il suo aiuto perché dubitare della sua presenza in mezzo reale e costante?».

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