LORIS STIVAL, OMICIDIO/ Video Mattino5: “Ecco l’auto della Panarello”

- Silvana Palazzo

Omicidio di Loris Stival, il caso a Segreti e Delitti oggi su Canale 5. Ora Veronica Panarello spera nella Cassazione dopo la conferma della condanna a 30 anni di carcere in appello

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Lorys Stival, figlio di Veronica Panarello

Federica Panicucci lancia l’esclusiva sul caso di Loris Stival e, in particolare, su Veronica Panarello e quasi alla fine della puntata di Mattino 5 finalmente svela che la sua inviata ha tra le mani le chiavi della sua macchina. Per la prima volta, dopo oltre quattro anni, l’auto della Panarello non è più sotto sequestro e a Mattino 5 è stato possibile visionare tutto quello che è contenuto al suo interno e che è rimasto lì da quel giorno in cui la donna ha avvolto suo figlio nella copertina di Topolino per liberarsi del suo corpo gettandolo nell’ormai famoso canalone. Nell’auto della Panarello sono presenti oggetti che tutte le mamme hanno: dal cambio per il bambino ai grembiulini, dallo zainetto all’acqua e a quella famosa copertina. Tutto questo è presente nel cofano e, a quanto pare, l’inviata può mostrarli al pubblico di Mattino 5 uno ad uno spiegando con cura di cosa si tratta e a chi siano appartenuti. Come se questo non fosse già abbastanza forte, come lei stessa sottolinea supportata da Federica Panicucci e dagli ospiti in studio, l’inviata apre poi lo sportello mostrando anche il posto dove la Panarello ha detto di aver nascosto suo figlio dopo averlo avvolto nella copertina durante il viaggio verso il canalone. Un momento drammatico in cui il silenzio ha avvolto lo studio e ha sconvolto il pubblico a casa. Clicca qui per vedere il video del momento. (Scalise Piera)

VERONICA PANARELLO INNOCENTE?

Quella di Veronica Panarello è una delle storie che verranno approfondite da “Segreti e Delitti”, lo speciale di Gianluigi Nuzzi, condotto con Cesara Buonamici, dedicato ai casi di cronaca nera. E quello della mamma di Loris Stival è uno dei più eclatanti degli ultimi anni, perché la donna il 29 novembre 2014 uccise il figlioletto di 8 anni, strangolato con delle fascette di plastica nella casa di famiglia a Santa Croce Camerina, nel Ragusano. Lei si è sempre dichiarata innocente, ma è l’unica imputata del reato. Per l’omicidio e l’occultamento del suo cadavere è stata condannata a 30 anni di carcere il 5 luglio 2018 dalla Corte d’Assise d’Appello di Catania, che così ha confermato la sentenza emessa in primo grado. Ma questo caso è tutt’altro che chiuso, perché la difesa di Veronica Panarello ha presentato ricorso in Cassazione. Sono dieci i punti su cui verte il ricorso davanti ai giudici della Suprema Corte depositato dall’avvocato Francesco Villardita. Anche su questo aspetto potrebbe concentrarsi l’approfondimento di “Segreti e Delitti” su Canale 5.

OMICIDIO LORIS STIVAL, RICORSO IN CASSAZIONE

Alcuni punti del ricorso in Cassazione erano stati anticipati dal penalista quando aveva commentato le motivazioni della condanna. L’avvocato Francesco Villardita aveva parlato di elemento soggettivo del reato, contraddizione della sentenza che parla di dolo d’impeto, ma anche di pianificazione con il sopralluogo di Veronica Panarello, l’assenza di movente e la capacità di intendere e volere dell’imputata. «Non accettiamo il movente formulato dai giudici. Veronica ha ucciso Loris perché era stressata o perché non voleva andare a scuola? E poi perché non ci è stata concessa una seconda perizia psichiatrica?», ha dichiarato il penalista a Fanpage, spiegando il ricorso in Cassazione. L’obiettivo era quello di dimostrare una parziale incapacità di intendere e volere della Panarello, invece per i giudici la mamma di Loris Stival non è pazza. «Infine mi chiedo: si tratta di un dolo d’impeto o di proposito?». Sarà la Cassazione dunque a decidere su uno degli omicidi più effetti degli ultimi anni che ha portato alla morte del piccolo Loris.

VERONICA PANARELLO SPERA NELLA CASSAZIONE

Veronica Panarello intanto resta nel carcere di Torino, mentre la sua difesa si occupa del ricorso in Cassazione. I giudici hanno dipinto la mamma di Loris Stival come una “calcolatrice” che però non ha fatto i conti con le telecamere installate in paese e con l’abilità degli inquirenti della Procura di Ragusa che hanno ricostruito gli spostamenti in auto della donna. Prima avrebbe strangolato il figlio con delle fascette da elettricista, poi lo avrebbe gettato in un canalone, senza alcuna pietà. Dal canto suo, Veronica Panarello spera di tornare nel carcere di Catania per poter ricevere le visite del padre Francesco, l’unico che le è rimasto accanto in questi anni. Ma non è finita qui, perché è in corso la separazione giudiziale dal marito Davide Stival che di lei non vuole più saperne anche se, come ordinato dal giudice, «informa continuamente la moglie sulla crescita dell’altro figlio, sul suo rendimento scolastico» e «le invia qualche foto». A proposito della sentenza d’appello e del ricorso in Cassazione, l’avvocato Daniele Scrofani, legale del papà di Loris, aveva commentato: «Una sentenza giusta, reggerà anche in Cassazione».

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