Foggia, 16 arresti: attentati incendiari contro i negozi/ Ultime notizie, fermati anche i figli dei capi clan

Anche i figli dei capi clan fra i 16 arrestati a Foggia, colpevoli di aver incendiato negozi e dato vita a numerose attività criminose

05.02.2019, agg. alle 15:56 - Dario D'Angelo
Carabinieri Napoli, immagini di repertorio
Carabinieri, immagini di repertorio

Vasta operazione della polizia a Foggia, che ha arrestato 16 persone, tutte accusate di atti intimidatori nei confronti di attività commerciali, ma anche di estorsioni e numerose altre attività criminose. Come riferisce l’edizione online de Il Fatto Quotidiano, fra coloro finiti dietro le sbarre anche i rampolli dei capi clan, come il 22enne Rocco Moretti, il nipote dell’omonimo boss, ma anche Antonio Bruno, figlio di 21 anni di Rodolfo, ucciso a novembre e considerato elemento di spicco della mafia foggiana, nonché calciatore ingaggiato dal Foggia Calcio su pressione della criminalità organizzata. Bruno è accusato di tentato omicidio nei confronti di un pregiudicato foggiano, fatti risalenti allo scorso mese di febbraio: doveva essere una risposta all’assassinio del padre, ucciso il 15 novembre 2018, ma l’agguato non è andato come da programma. Per il giovane Moretti l’accusa è invece quella di estorsione, e gli inquirenti hanno in particolare raccolto un episodio risalente al 7 gennaio scorso, una bomba fatta esplodere davanti ad una profumeria come atto intimidatorio: «Allora non hai capito niente – diceva Moretti al titolare del negozio – la bomba l’abbiamo messa noi. Devi cominciare a pagare tutti i mesi, altrimenti ti facciamo chiudere tutti i negozi». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

FOGGIA, 16 ARRESTI: ATTENTATI INCENDIARI CONTRO I NEGOZI

Sono 16 le persone arrestate questa mattina all’alba nell’ambito dell’operazione “Chorus” in relazione agli attentati incendiari compiuti a Foggia nei giorni scorsi: l’obiettivo era quello di intimidire gli esercenti convincendoli così a pagare il pizzo. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, in manette sono finiti quattro persone del posto, ritenuti appartenenti al clan Moretti, con l’accusa di aver progettato un agguato sventato dieci giorni fa ai danni di un pregiudicato foggiano. Due delle persone fermate dagli oltre cento militari di carabinieri, polizia e guardia di finanza sono parenti di Rodolfo Bruno, malavitoso assassinato da un commando lo scorso 15 novembre. Altri tre invece vengono collegati ad un attentato dinamitardo e due incendi oltre che a richieste di pizzo, mentre altri quattro sono stati raggiunti da ordini di custodia cautelare per detenzione di armi. Infine tra gli arresti anche quelli di 3 presunti rapinatori foggiani, e due uomini del Gargano per possesso di esplosivo. (agg. di Dario D’Angelo)

NICOLA MORRA, “LO STATO SI FA RISPETTARE”

Importante operazione di polizia, carabinieri e guardia di finanza, stamane a Foggia, dove 15 persone sono state arrestate perché ritenute responsabili di attentati incendiari a danno di esercizi commerciali della zona, nonché di estorsioni, rapine, armi e tentato omicidio. L’operazione denominata Chorus è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, ed ha trovato l’approvazione del numero uno della Commissione Antimafia, Nicola Morra: «Anche a Foggia si dimostra che lo Stato si fa rispettare. In Capitanata la quarta mafia ha preso una bella botta. Oggi è un bel giorno!». Parere favorevole anche da parte di Pippo Cavaliere, dell’associazione Fondo Antiusura: «Ribadiamo ancora una volta che lo Stato c’è e la #squadrastato sta facendo un eccellentissimo lavoro. Piovono interdittive antimafia, piovono operazioni giudiziarie, piovono arresti, ora piovano anche le denunce. La denuncia collettiva è la migliore garanzia per le vittime di usura ed estorsione. Auspichiamo uno scatto d’orgoglio, una prova di maturità da parte di noi tutti per liberare la nostra Città dall’asfissiante cappa della criminalità». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

FOGGIA, BOMBE CONTRO I NEGOZI: 16 ARRESTI

Una massiccia operazione antiracket in risposta alla serie di attentati incendiari verificatisi nei giorni scorsi nei confronti di diversi negozi a Foggia: è quella che sta avendo luogo in queste ore dopo una “tempestiva indagine” coordinata dalla Procura della Repubblica. Polizia, carabinieri e guardia di finanza sono impegnati dalle prime ore di questa notte in una vasta operazione di polizia giudiziaria ribattezzata “Chorus” con l’obiettivo di assicurare alla giustizia i responsabili delle bombe agli esercizio commerciali di Foglia, nonché di estorsioni, rapine, armi e tentato omicidio. A renderlo noto in un comunicato è il comando provinciale dei carabinieri di Foggia, sottolineando che per il momento sono stati eseguiti 15 arresti. Un numero che potrebbe essere destinato ad aumentare dal momento che l’operazione antiracket nei confronti dei clan è ancora in corso.

FOGGIA, ATTENTATI INCENDIARI AI NEGOZI: 15 ARRESTI

Nell’operazione “Chorus” delle forze dell’ordine nata in risposta agli attentati incendiari dei giorni scorsi sono impegnati più di cento militari fra Arma dei carabinieri, Finanzieri e agenti della polizia di Stato, con elicotteri e reparti speciali. Un’azione resasi di fatto necessaria dopo che nella città pugliese si erano verificati ben 4 attentati nel giro di soli 10 giorni: il primo episodio si era verificato il 23 gennaio, quando una bomba aveva sventrato l’ingresso di un negozio di prodotti di bellezza e per parrucchieri finito già in passato nel mirino dei clan. Il 25 gennaio il racket se l’era presa con un negozio di articoli cinesi alla periferia. Il 30 era stata la volta di un negozio di elettrodomestici: in questo caso un ordigno artigianale aveva distrutto la saracinesca in ferro e danneggiato l’insegna luminosa del negozio. L’ultimo episodio domenica, solo due giorni fa, nei confronti di un bar di Foggia.

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