MANUEL BORTUZZO NON CAMMINERA’ PIU’/ “Ho pregato per te come un figlio, ma non ho risposte”

Il sacrificio che è chiesto a Manuel Bortuzzo è troppo grande. Ma è solo Dio che può darci forza, sapienza e la certezza che un giorno capiremo

06.02.2019 - Monica Mondo
Manuel Bortuzzo (foto da Facebook)

Manuel, ho pregato tanto appena ho saputo la tua storia. Ho capito da subito che tu non c’entravi, perché da madre ho sempre detto e saputo che chi si dedica come te a un’attività sportiva, con tanta tenacia e passione, non ha tempo e modo di perdersi a fare sciocchezze in giro, foss’anche fare a botte per una ragazza, in un locale dove spadroneggiano bande criminali. Non era il tuo mondo, lo si capiva guardandoti quel viso d’angelo, quel fisico temprato dalla fatica, e ancora così fresco, così ragazzino.

Ho pensato a te come a un figlio, ho cercato di immedesimarmi in quei genitori, che saranno stati lieti, e fiduciosi, per un figlio lontano eppur così bravo, così capace, e così protetto, dalla federazione, dalle Fiamme Gialle, tanto che la distanza avrà portato meno dispiacere. A Roma, a prepararsi per le Olimpiadi con i più grandi campioni!

Ho pensato, Manuel, a cos’hai provato, accasciandoti a terra con il fiato spezzato; cos’hai sentito, quando hai detto con un soffio alla tua ragazza – una bambina, povera figlia anche lei, sprofondata nel dolore e nel terrore – di chiamare un amico, cosciente di quel che ti avevano fatto. E ho pregato, che ce la facessi, che potessi tornare non a gareggiare, ma a vivere, a sperare, a sorridere.

Non ho cuore di leggere che non camminerai più. Perché sono arrabbiata con Dio. Perché il sacrificio che ti è chiesto è troppo grande, troppo feroce, e non ha ragioni, non si comprende, e il buon Dio la ragione ce l’ha data per comprendere. Non posso vedere in te lo strazio, la disperazione, la rabbia, che è in parte la mia rabbia. Perché? Perché a te? Perché il Male, e non può che essere con la maiuscola questo male, ha scatenato su di te la sua ira?

Non ci sono risposte, e questo silenzio è ancor più terribile. Che vorrai ancora per il tuo futuro, riuscirai a credere ancora nella vita, nel bene? Riuscirai ad amare, a uscire con gli amici, a rimettere in pista la stessa tenacia che ti portava a vincere nel dare un significato ai tuoi giorni?

Io non avrei questa forza e ora vorrei pregare che ti sia donata, adesso, e per sempre, per sostenere la tua fragilità, umana, umanissima, e che fa tremare. Non ci sono parole per lenire, adesso, l’inebetita presa d’atto di una realtà così dura che pare impossibile da sopportare. Non ci sono parole, e quelle che si sprecano non fanno giustizia all’anelito di un ragazzo, ai suoi sogni.

Manuel, non saprei che piangerti accanto. Non saprei che abbracciare i tuoi genitori. E ancora, tuttavia, mentre mi indigna che nel mio Paese si possa morire così; si possa permettere a delinquenti di sparare per strada, in sfregio alla polizia; si possa accettare che le mafie si impossessino dei nostri quartieri; mentre ribollo per questa mancanza, ancora posso solo pregare. Che Dio risponda, a suo modo, e ci dia pace e senso. Ci dia forza e sapienza, e pazienza, e amore infinito. Ci dia la certezza che un giorno capiremo.

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