Foibe, Mattarella: “No ai negazionismi”/ Giornata del Ricordo, Meloni: “Revocare l’onorificenza a Tito”

Foibe, Giornata del Ricordo: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto al Quirinale per commemorare le vittime delle stragi.

09.02.2019 - Carmine Massimo Balsamo
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (LaPresse)

«Un capitolo buio della storia nazionale e internazionale, che causò lutti, sofferenza e spargimento di sangue innocente»: così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Giornata del Ricordo delle Foibe. Intervenuto al Quirinale per la commemorazione, il capo dello Stato ha sottolineato: «Celebrare la giornata del Ricordo significa rivivere una grande tragedia italiana, vissuta allo snodo del passaggio tra la seconda guerra mondiale e l’inizio della guerra fredda». Negli ultimi giorni non sono mancate le polemiche, con il post choc dell’Anpi Rovigo sulle invenzioni fasciste e lo scontro tra Lega-FdI e i partigiani. Mattarella ha precisato: «Mentre sul territorio italiano la conclusione del conflitto contro i nazifascisti sanciva la fine dell’oppressione e il ritorno graduale alla libertà e alla democrazia, un destino di ulteriore sofferenze attendeva gli italiani nelle zone occupate dalle truppe jugoslave».

FOIBE, LE PAROLE DI GIORGIA MELONI

Intervistata da La Verità, Giorgia Meloni ha sottolineato: «Se l’Italia ha istituito il 10 febbraio come Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata è sicuramente merito della destra e dal ruolo fondamentale giocato dalle organizzazioni giovanili di Alleanza Nazionale. La legge fu votata da quasi tutto il Parlamento. Tranne che dagli eredi del comunismo. Evidentemente si sentivano, e si sentono, ancora vicini a quei criminali. Ora è necessario revocare l’onorificenza che ancora è concessa a Tito. In Parlamento c’è una nostra proposta di legge». Prosegue la leader di Fratelli d’Italia: «È vergognoso che ancora oggi ci sia chi continua a propagandare in ogni sede tesi giustificazioniste o negazioniste. Per questo è scandalosa la decisione del sindaco di Roma Raggi di mandare i membri dell’Anpi a parlare di foibe nelle scuole per fortuna Fratelli d’Italia in commissione Cultura alla Camera ha fatto approvare una risoluzione per stabilire che solo gli appartenenti ad associazioni di esuli istriano-giuliano-dalmati possano raccontare la verità agli studenti».



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