FEDERICA MANGIAPELO/ Delitto Bracciano, “era quasi libera da Marco” (Amore Criminale)

- Emanuela Longo

Federica Mangiapelo, 16enne uccisa dal fidanzato la notte di Halloween del 2012. Delitto di Bracciano, il caso ad Amore Criminale

Federica Mangiapelo
Federica Mangiapelo (Facebook)

Puntata molto intensa quella di amore criminale in onda oggi su Rai Tre. Nel programma di Veronica Pivetti si parla di uno dei casi di cronaca che più hanno colpito l’opinione pubblica italiana in questi anni: il delitto di Bracciano in cui ha perso la vita Federica Mangia pelo, uccisa dal fidanzato Marco DI Muro. Le dissi: un rapporto d’amore non funziona in questa maniera, di solito è darsi di più di quello che uno ha. Può capitare una discussione ma voi state tutto il giorno a litigare poi state bene 2 o 3 giorni e campate di rendita. Lei mi disse:’Papà hai ragione non ce la faccio più, domani lo lascio’. Poi il giorno dopo mi diceva che usciva con Marco:’Ma come, lo dovevi lasciare!'”. Nei giorni precedenti alla morte, Federica stava a poco a poco rendendosi indipendente da Marco:”Le davo consigli, in quel periodo aveva cambiato totalmente atteggiamento nei miei confronti”. Peccato che Marco la notte di Halloween del 2012 Marco Di Muro abbia posto fine alla sua esistenza…(agg. di Dario D’angelo)

FEDERICA MANGIAPELO

Alla fine dello scorso novembre, sei anni dopo l’omicidio di Federica Mangiapelo, Anguillara Sabazia le dedicò un centro antiviolenza. Questa domenica, sarà invece la trasmissione Amore Criminale a dedicare alla giovane 16enne trovata senza vita sulle rive del lago di Bracciano la mattina del 1 novembre 2012, la nuova puntata. Era la notte di Halloween e Federica, insieme al fidanzato maggiorenne Marco Di Muro, come tutti i giovani della loro età erano usciti per una serata di divertimento. Il padre della ragazzina non aveva mai visto di buon occhio il suo rapporto con Marco, a causa dell’eccessiva possessività che il giovane aveva manifestato in diverse circostanze al punto da aver spinto i genitori dell’adolescente a metterla in guardia da quel ragazzo troppo geloso. Ma a quell’età, si sa, non si è disposti ad accettare di buon grado i consigli dei più grandi e Federica, con la sua incoscienza, era pronta a viversi a pieno quei sentimenti forti che provava per il fidanzato. La notte di Halloween, però, qualcosa di spaventoso capitò davvero, al di là delle tradizioni di questa festa di origini pagane. Della giovanissima si persero misteriosamente le tracce. A trovare casualmente il suo corpo sulla spiaggia del lago di Bracciano fu un passante che allertò prontamente le forze dell’ordine.

FEDERICA MANGIAPELO, GIALLO SULLA MORTE

Cosa accadde realmente alla giovane Federica Mangiapelo? Questa domanda tormentò la famiglia e gli inquirenti che iniziarono a indagare sul giallo, reso ancora più complesso dalla mancanza di segni evidenti di violenza sul corpo. Sin da subito l’attenzione degli investigatori si concentrò sul giovane con il quale la vittima aveva trascorso le ultime ore di vita, ovvero il cameriere di Formello e fidanzato di Federica, Marco Di Muro. Quella sera maledetta, probabilmente dopo un nuovo ed ennesimo litigio lui decise di lasciare la fidanzatina minorenne da sola, nonostante le basse temperature del periodo. Prima accusato di omicidio volontario, il reato a suo carico fu poi derubricato all’accusa di omissione di soccorso e successivamente in abbandono di incapace, data la giovane età della vittima. Quando ormai il caso era destinato all’archiviazione, accadde un colpo di scena importante: i legali dei genitori della vittima presentarono una perizia il cui risultato portò inevitabilmente alla decisione del giudice di nominare una super perizia collegiale. Se per due periti su tre Federica fu uccisa da una miocardite, a pensarla diversamente fu il terzo esperto che avanzò la tesi dell’annegamento che a sua volta causò una miocardite. Fu da quel momento che il solo indagato per la morte di Federica Mangiapelo tornò ad essere nuovamente protagonista.

MARCO DI MURO A PROCESSO: CONDANNATO

Marco Di Muro si era sempre avvalso della facoltà di non rispondere ma dopo le novità che sopraggiunsero alla vigilia dell’archiviazione del caso sulla morte della fidanzata 16enne Federica Mangiapelo, il giovane fu chiamato ad affrontare un processo. Di Muro è stato giudicato da tre diverse Corti arrivando nel dicembre del 2017, cinque anni dopo la morte di Federica, alla sua condanna definitiva. Il giovane cameriere scelse di essere giudicato con rito abbreviato ed in primo grado fu condannato a 18 anni di reclusione con l’accusa di omicidio. Quattro anni dopo arrivò anche la sentenza di secondo grado: in Appello la pena fu ridotta da 18 a 14 anni per omicidio volontario aggravato. I giudici dell’Appello gli riconobbero le attenuanti. La difesa dell’imputato presentò prontamente ricorso in Cassazione dando il via all’ultimo grado di giudizio che portò, il 12 dicembre del 2017, al verdetto definitivo. La Corte confermò quanto già espresso dai giudici dell’Appello ribadendo così la condanna a 14 anni per De Muro. Un processo che non soddisfò affatto la sua difesa la quale ritenne ancora aperti numerosi degli interrogativi emersi in seguito alla morte della 16enne. Oggi, di Federica Mangiapelo si continua a parlare nelle scuole. A farlo sono lo zio e il padre della vittima. Massimo Mangiapelo nei mesi scorsi aveva dichiarato a Fanpage: “Raccontare la storia di Federica ai suoi coetanei per spiegare che l’amore non fa male, è un modo bellissimo per ricordarla e mantenerla sempre presente. Inoltre, è il messaggio forte di un uomo contro la violenza sulle donne”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA