Scopre tumore, rifiuta cure e chiama amici/ “Sto per morire, volevo salutarvi”

- Paolo Vites

E’ morto a 66 anni il noto avvocato trevigiano Mario Feltrin, colpito da un tumore terminale, ha deciso di non farsi curare

Un tumore incurabile
Mario Feltrin

Ha chiamato gli amici con quel poco di voce che gli rimaneva e ha detto loro che voleva salutarli. Per l’ultima volta. E così è stato, tutti a casa di Mario Feltrin, avvocato di Treviso, 66 anni, a cui era stato diagnosticato un tumore al pancreas ormai incurabile. Poi è morto, ma non da solo, circondato dagli amici. Aveva deciso di non farsi curare, perché affrontare un calvario sapendo che tanto non sarebbe guarito. In città era conosciuto e voluto bene, come dice oggi Il Gazzettino di Treviso: amante dello sport, soprattutto le arrampicate in montagna e la barca a vela, aveva detto agli amici che “era tempo di sciogliere gli ormeggi”. Aveva anche allenato le squadre giovanili di rugby e insegnava nel tempo libero al Cfp di Lancenigo. Tantissime le persone presenti in chiesa al suo funerale: «Io sono sereno — sarebbero state le ultime parole di Mario — Siamo fortunati quando abbiamo tanti amici intorno». E tutti hanno commentato che uomo dal cuore grande fosse stato.

SCOPRE TUMORE, RIFIUTA CURE E CHIAMA AMICI

Le cure per provare a frenare il tumore al pancreas sarebbero state intense e dolorose, senza garantirgli la speranza di riuscire a sopravvivere. Per questo Mario Feltrin ha deciso di vivere a pieno gli ultimi giorni della sua vita accettando solo le cuore palliative e chiamando a raccolta tutti gli amici di una vita. In tantissimi hanno accettato il suo invito, commossi. E sono andati a trovarlo nella sua casa di Tarzo per incontrarlo l’ultima volta. Feltrin, come riportato da la Tribuna di Treviso, era uno dei componenti dell’ufficio legale della Provincia di Treviso, si era laureato in Giurisprudenza all’Università di Camerino nel 2003. Ma prima aveva lavorato come insegnante di educazione fisica, spendendo buona parte del proprio tempo libero nel volontariato. La decisione di riprendere gli studi giuridici intrapresi in gioventù era arrivata quando la Provincia lo aveva destinato all’ufficio “Caccia e pesca”. Dopo la laurea era entrato a far parte dell’ufficio legale provinciale, continuando in seguito a svolgere la propria professione.



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