Strage di Bologna, indagato ex generale Sisde/ Processo Cavallini: depistaggio Spella

- Niccolò Magnani

Strage di Bologna, processo Cavallini: l’ex generale Sisde indagato per depistaggio, le accuse contro l’ex carabiniere Quintino Spella

Strage alla stazione di Bologna
Strage alla Stazione di Bologna (LaPresse, 2019)

Colpo di scena, l’ennesimo in questa lunghissima ed estenuante “coda” sulla Strage di Bologna, dove il 2 agosto 1980 all’interno della stazione centrale un attentato esplosivo portò alla morte di 85 persone, più di 20 feriti e rappresentò il più grave e terribile atto terroristico in Italia dal Secondo Dopoguerra. L’ex generale del Sisde Quintino Spella, oggi 90enne, è indagato per depistaggio all’interno del fascicolo della Procura di Bologna sui mandanti della strage. Oggi l’ex carabiniere che nel 1980 era capocentro del Sisde di Padova avrebbe dovuto testimoniare su richiesta dei difensori di Gilberto Cavallini (indagato per concorso nella tremenda Strage di Bologna di quasi 39 anni fa): il suo avvocato ha prodotto però questa mattina un certificato medico, spiegando che per problemi di salute il suo assistito non poteva essere presente. In merito alla notifica di indagine, la stessa legale ha spiegato che «se verrà riconvocato in Corte d’Assise si avvarrà della facoltà di non rispondere».

PERCHÈ L’EX SISDE SPELLA È STATO INDAGATO

Quintino Spella era il funzionario del Sisde a cui il magistrato Giovanni Tamburino – che già nelle scorse udienze del processo Cavalini aveva testimoniato diverse volte – disse di essersi rivolto dopo aver raccolto un mese prima della Strage di Bologna le dichiarazioni dell’estremista di destra Luigi Vettore Presilio. Come riporta il Resto del Carlino, proprio Presilio avrebbe raccontato che di lì a poco ci sarebbe stato un attentato con bomba «di cui avrebbero parlato i giornali di tutto il mondo». L’ex dirigente dei servizi segreti fu già interrogato dai magistrati di Bologna ma ora la sua posizione si complica dopo così tanti anni dalla strage che ha sconvolto l’Italia intera. Ricordiamo che il prossimo 25 marzo, il corpo di Maria Fresu – la vittima più vicina allo scoppio della bomba, a soli 23 anni – verrà riesumato per provare a trovare ulteriori dettagli che aiutino a dirimere un processo tutt’altro che lineare e semplice.



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