Pantaleone Mancuso arrestato a Roma/ Il boss di Limbadi era in una sala bingo

E’ stato arrestato a Roma il boss di Limbadi, Pantaleone Mancuso: rintracciato dopo una telefonata anonima

15.03.2019 - Davide Giancristofaro Alberti
Operazione dei Carabinieri
Operazione dei Carabinieri (LaPresse, 2019)

E’ stato arrestato Pantaleone Mancuso, boss della ‘ndrangheta. L’esponente di spicco della mafia di Vibo Valentia, in Calabria, è stato fermato a Roma, in una sola bingo. Al numero unico per le emergenze è giunta una chiamata anonima che segnalava appunto la presenza di “Zio Luni”, così come è conosciuto il boss negli ambienti degli ‘ndranghetisti, nella sala bingo di via Spinto, nei pressi di piazza Re di Roma. L’episodio, raccontato da RomaToday, si è verificato precisamente attorno alle ore 16:00 di mercoledì scorso, 13 marzo, e quando i poliziotti del Commissariato San Giovanni e della Squadra Mobile sono entrati nella sala giochi, si sono trovati di fronte un comune uomo di mezza età, in compagnia di una donna straniera. Subito interrogato, l’uomo ha presentato un documento risultato poi essere falso, e in pochi minuti le forze dell’ordine hanno potuto appurare la reale identità dello stesso, appunto il boss del clan di Limbadi dei Mancuso, conosciuto anche come l’ingegnere.

PANTALEONE MANCUSO ARRESTATO A ROMA

L’uomo era latitante dallo scorso mese di ottobre, dopo essere stato affidato ad una casa lavoro di Chieti. A maggio del 2008 era stato assolto in appello dall’accusa dell’omicidio della zia e del figlio della stessa, ma dopo la misura restrittiva era scomparso fino appunto alla cattura avvenuta due giorni fa a Roma. Pantaleone Mancuso è stato quindi arrestato e portato presso il carcere di Regina Coeli. Zio Luni è il fratello dei boss Peppe, Diego e Francesco (detto Tabacco), e nipote di Luigi Mancuso, quello che è considerato il grande boss della cosca di Limbadi. La sorella, Rosaria Mancuso, si trova al momento in carcere dopo l’uccisione del biologo Matteo Vinci e il grave ferimento del padre, avvenuti con un’autobomba il 9 aprile dello scorso anno. Mancuso era stato condannato per associazione mafiosa ma il giudice aveva emesso nei suoi confronti la misura di sicurezza non detentiva della libertà vigilata.



© RIPRODUZIONE RISERVATA