Marocchino investe figlia 20enne “occidentalizzata”/ “Non doveva uscire con italiani”

Vercelli, un marocchino investe la figlia perché vuol vivere all’italiana. La ragazza non ha riportato gravi ferite. Per lei tanta solidarietà dai concittadini

16.03.2019, agg. alle 18:04 - Davide Giancristofaro Alberti
Una volante dei Carabinieri
Una volante dei Carabinieri (Pixabay, 2018)

Non accettava lo stile di vita occidentale della figlia 20enne, quindi dopo l’ennesima lite l’aggredisce e investe con la sua auto. La giovane per fortuna non ha riportato gravi ferite, invece il padre, un marocchino di 50 anni, è stato arrestato a Livorno Ferraris, vicino Vercelli, con l’accusa di maltrattamenti e tentato omicidio. La giovane è molto conosciuta in paese: gioca nella locale squadra di basket. «Il padre non voleva che uscisse con noi italiani, ma Miriam vuole semplicemente essere una ragazza come tutte le altre, senza differenze di pelle o di nazionalità», hanno dichiarato le compagne di squadra a Repubblica. Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Stefano Corgnati: «La nostra comunità è unita e dobbiamo ancora più lavorare affinché non avvengano episodi drammatici come quello appena successo. Credo molto nel controllo sociale nei piccoli paesi, dove ogni piccolo avvertimento deve far scattare un campanello d’allarme». (agg. di Silvana Palazzo)

LA VICINANZA A MIRIAM

Meryan, la ragazza ventenne investita dal padre marocchino perché viveva troppo all’italiana, si rimetterà in forma in pochi giorni, anche se certo quel che accaduto lascerà il segno nella sua vita. A Livorno Ferraris, il paese dove vive, è conosciuta come Miriam e sembra che si sia molto integrata. La ragazza gioca anche a basket e la sua squadra, l’ADBT Livorno Ferraris, ha scritto un post su Facebook per esprimere pubblicamente la propria vicinanza alla ragazza: “Siamo un solo gruppo e sappiamo benissimo quanto tu sia forte! ADBT Livorno Ferraris sarà il tuo scudo. Ti aspettiamo Miriam”. L’edizione torinese del Corriere.it riporta anche le parole di monsignor Marco Arnolfo, Arcivescovo di Vercelli, sull’accaduto: “Sono atteggiamenti deplorevoli, gravi”, “l’integrazione tra popoli è importante, ma deve avvenire da ambo le parti. L’integrazione, fatta con attenzione, dovrebbe portare a superare le mancanze dei diritti e del rispetto delle persone. Bisogna fare un cammino tutti insieme e costruire un percorso di crescita comune”. (aggiornamento di Bruno Zampetti)

VERCELLI, INVESTE FIGLIA DI 20 ANNI

Una ragazza di Vercelli è stata investita dal padre marocchino perché lo stesso non accettava lo stile di vita “all’italiana” della figlia. L’episodio, riportato dai principali quotidiani online stamane, si è verificato precisamente in quel di Livorno Ferraris, paese del vercellese, in via del Molino. Era pomeriggio quando il marocchino di anni 50, dopo l’ennesimo diverbio con la figlia 20enne, ha seguito la stessa in auto e prima l’ha aggredita poi ha cercato di investirla con il suo mezzo. Fortunatamente la ragazza ha riportato solo delle lesioni lievi e se la caverà con qualche giorno di prognosi, mentre il padre è stato arrestato dai carabinieri con le gravissime accuse di tentato omicidio e maltrattamenti. Pare che i due, prima dell’investimento, avessero litigato perché la ragazza voleva andare da sola alla stazione ferroviaria del paese, mentre il padre avrebbe preferito accompagnarla in auto. La ragazza era intenzionata a prendere un treno per spostarsi nei paesi vicini e lasciare il proprio curriculum: voleva infatti trovare un lavoro per divenire indipendente economicamente.

PROGNOSI DI POCHI GIORNI

L’uomo non ha resistito a questo affronto ed ha così deciso di investire la sua stessa figlia: fortunatamente la ragazza è riuscita ad evitare l’impatto, venendo colpita solamente di striscio riuscendo ad evitare il mezzo all’ultimo. Nell’impatto è comunque caduta a terra sbattendo la testa in maniera significativa. Alcune persone che hanno assistito alla tremenda scena hanno chiamato i soccorsi, e pochi minuti dopo sono giunti gli uomini del 118 che hanno poi portato la giovane presso l’ospedale Sant’Andrea. Dopo una serie di esami che hanno escluso lesioni e fratture, come riferisce l’edizione online del quotidiano Il Giornale, la giovane è stata dimessa con una prognosi di pochi giorni. La vittima, come fa sapere il sindaco del paese, Stefano Corgnati, era “Integratissima nella vita della comunità”. Non ha mai indossato il velo ed è cresciuta seguendo uno stile di vita occidentale, forse troppo per il padre-padrone.

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