Andrea Nucera è in Italia: fine latitanza/ Dal crac ad Abu Dhabi: ora ai domiciliari

- Emanuela Longo

Andrea Nucera è tornato in Italia: fine della latitanza dopo sette anni. Ritorno concordato con il ministero della Giustizia

Andrea Nucera
Andrea Nucera (Chi l'ha visto)

E’ finita la latitanza per Andrea Nucera, l’imprenditore cinquantenne di Ceriale, in provincia di Savona, che sette anni fa era stato colpito da un mandato di cattura. L’uomo era ricercato per bancarotta fraudolenta ed altri reati finanziari. Come spiega La Stampa, l’uomo si è consegnato questa mattina, spontaneamente, alla Guardia di Finanza che lo ha atteso all’aeroporto di Malpensa dove è atterrato alle 7.00 in punto, arrestandolo. Attualmente si trova agli arresti domiciliari. Secondo le indiscrezioni, si sarebbe trattato di un ritorno concordato con il ministero di Giustizia e con le autorità italiane. Nucera era sprovvisto di passaporto in quanto gli era stato sequestrato ma grazie all’Ambasciata italiana gli è stato rilasciato un Emergency Travel Document che gli ha permesso di poter intraprendere il viaggio da Abu Dhabi – dove fino all’altro ieri lavorava insieme alla compagna Simona Musso nel settore della ristorazione – all’Italia. Una volta ottenuto il documento necessario, dunque, l’imprenditore ha fatto ritorno in patria, consegnandosi alla Fiamme Gialle. La procura di Savona, già da qualche giorno era a conoscenza della data del suo rientro.

ANDREA NUCERA, FINITA LA LATITANZA

Andrea Nucera era stato colpito da un mandato di cattura nell’ambito di una inchiesta sul crac della sua impresa, ma fin dai primi mesi del 2012 era considerato un latitante. Alla fine dello scorso anno, però, come spiega Il Secolo XIX, il decreto era stato annullato per un vizio di forma legato agli accertamenti sulle ricerche eseguite e questo aveva comportato l’uscita di Nucera dal processo in corso a Savona ed in cui sono coinvolti in tutto 20 imputati tra banchieri, commercialisti, periti e prestanome. Ora, con la sua consegna, per Nucera inizierà un nuovo processo. L’imprenditore, assistito dagli avvocati Franco Coppi Carlo Biondi e Pietro Pomanti si trova attualmente agli arresti domiciliari e si è detto disponibile a collaborare con la magistratura. Negli ultimi anni nei suoi confronti erano partite ben due richieste di estradizione ma entrambe erano state negate.



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