Sesso con 15enne, 3 anni al prof di Roma/ È polemica “Pena troppo lieve, gravissimo”

La pena inflitta al prof di Roma che ha avuto una relazione con un 15enne viene ritenuta troppo lieve

cassa forense
Immagine di repertorio

E’ stato condannato a tre anni e quattro mesi Massimo De Angelis, il 53enne ex prof del liceo Massimo di Roma, che ha raggirato e sedotto un’alunna. Il giudice, se da un lato ha voluto punire la gravità del gesto, gli atti sessuali con una minorenne, dall’altro ha voluto tenere in considerazione le circostanze attenuanti per la confessione. Di conseguenza la pena del prof è risultata più lieve rispetto a quanto inizialmente chiesto dall’accusa (9 anni di reclusione), senza dimenticarsi del rito abbreviato che ha ridotto di un terzo il provvedimento. La vicenda è stata trattata stamane dal programma Rai, Storie Italiane, e il pensiero generale in studio è il seguente: “E’ gravissimo, pena troppo lieve”. Eleonora Daniele ha avuto in collegamento l’avvocato della famiglia della ragazzina, Cinzia Passero, che ha cercato di spiegare il perchè di tale decisione del giudice. «Dovete tenere conto che la pena è stata comunque alta, visto che la richiesta iniziale era di 9 anni, poi l’imputato ha scelto il rito abbreviato, quindi c’è stato lo sconto di un terzo, e poi l’imputato ha fatto un’offerta reale di risarcimento del danno (70mila euro ndr)».

SESSO CON 15ENNE, 3 ANNI AL PROF DI ROMA: È POLEMICA

L’avvocato ha aggiunto: «La comunità si aspetta una pena severa, ma ricordiamo che la pena deve servire anche per rieducare». Il legale di parte civile sottolinea come la famiglia della ragazzina fosse tutt’altro che assente: «Il prof era conosciuto dalla mamma ma anche dal papà, entrambi i genitori vigilavano moltissimo sulla figlia e interloquivano con il professore affinché la figlia si impegnasse negli studi. Con la mamma si sentiva spesso e per questo la figlia era un po’ gelosa (vi è un sms agli atti in cui la ragazzina mostra gelosia nei confronti del prof ndr)». La cosa incredibile, fa notare ancora l’avvocato, è che in tutta questa vicenda si sia perso totalmente la diversità dei ruoli: «Il prof non era più il docente ma il partner, ecco qual era la cosa assurda». L’insegnante si è detto profondamente pentito per quanto commesso, e ha chiesto più volte scusa: anche per questo il giudice ha optato per la mano “leggera”.



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