Ghizlan El Hadraoui uccisa e bruciata/ Omicidio Modena, il marito tenta il suicidio

- Silvana Palazzo

Omicidio Modena, Ghizlan El Hadraoui uccisa e bruciata: accusato del brutale delitto il marito, che in carcere ha tentato il suicidio impiccandosi

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Khalil Lamane, l’uomo accusato di aver brutalmente ucciso l’ex moglie Ghizlan El Hadroui, ha tentato il suicidio in carcere. Lo hanno salvato in extremis gli agenti della polizia penitenziaria. L’uomo, ora ricoverato, avrebbe approfittato del buio della notte per cercare di togliersi la vita imbastendo un cappio. Le guardie si sono rese conto subito dopo di quello che stava accadendo e un agente è riuscito a sollevare il detenuto, evitando che accadesse il peggio. Khalil Lamane è stato quindi trasferito nella sezione carceraria del Policlinico, dove è seguito dai sanitari per le lesioni riportate. Il gesto estremo è legato a ciò di cui è accusato? L’uomo è accusato di aver premeditato con freddezza l’omicidio dell’ex moglie, uccisa con sette fendenti alle spalle mentre si trovava alla guida della sua auto. Poi ha bruciato il cadavere. Nei giorni scorsi, come ricostruito dal Resto del Carlino, il tentativo di suicidio nella sua cella del carcere Sant’Anna.

OMICIDIO GHIZLAN EL HADRAOUI, IL MARITO TENTA IL SUICIDIO

Il 49enne nel corso dell’interrogatorio di garanzia si era avvalso della facoltà di non rispondere, ma agli inquirenti, il giorno del ritrovamento del corpo dell’ex moglie Ghizlan El Hadroui, aveva fornito elementi contraddittori. Non è chiaro come abbia fatto l’altra sera Khalil Lamane a procurarsi un cappio, quel che è sicuro è che la prontezza degli agenti penitenziari ha scongiurato il peggio. Incerto è invece il futuro dei due bambini della vittima. Come riportato dal Resto del Carlino, hanno espresso il desiderio di non essere sradicati dalla realtà in cui sono cresciuti. Ora sono i servizi sociali ad avere la tutela dei minori, che sono ospiti presso amici di famiglia. Per aiutarli è partita una gara di solidarietà tra genitori di compagni di classe, amici e parrocchiani con l’apertura di un conto corrente. Intanto proseguono le indagini sull’atroce omicidio. Le telecamere di alcuni capannoni industriali, vicino al luogo dove è stato trovato il cadavere carbonizzato della donna, hanno ripreso Khalil Lamane in orario compatibile con il presunto orario in cui Ghizlan El Hadroui è morta.



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