“Siamo terrapiattisti, non paghiamo biglietto”/ Treno Milano-Ventimiglia fermo un’ora

- Niccolò Magnani

“Siamo terrapiattisti e quindi il biglietto del treno non lo paghiamo”: assurda vicenda a Pavia dove un Intercity Milano-Ventimiglia è rimasto fermo per quasi un’ora

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Il movimento della Terrapiatta

Domenica sera a Pavia è successo quanto i più fervidi autori di satira e comicità non avrebbero mai neanche potuto lontanamente immaginare: un treno Intercity Milano-Ventimiglia come tanti altri si ferma alla stazione di Pavia ma prima di ripartire “soffre” un pesante ritardo. Normalità? Ecco, non proprio: «La terra è piatta, noi siamo terrapiattisti, ambasciatori fuori da ogni giurisdizione planetaria e quindi il biglietto del treno non lo paghiamo» avrebbero detto alcuni passeggeri ai controllori che chiedevano il “normale” biglietto. Ma di normale come avrete intuito in questa storia che sembra una bufala non v’è nulla: i bigliettai del tutto esterrefatti e senza parole davanti alla versione fornita dai 4 uomini italiani (esponenti del “movimento” sorto in America che professano la falsità delle tesi di Galieo e di tutta la scienza moderna) hanno tentato di convincere i passeggeri della loro infrazione, ma di tutta risposta si sono visti presentare davanti i fogli che “definiscono” la loro origine “terrapiattista”.

SEMBRA UNA BUFALA, MA È TUTTO VERO

Ripetiamo, sembra una bufala ma è invece tutto vero con la denuncia posta ai carabinieri come raccontano i colleghi della Provincia Pavese: i controllori del treno Intercity hanno infatti denunciato all’Arma i 4 incauti avventori per interruzione di pubblico servizio e rifiuto di fornire le generalità. Un 43enne di Verona, un 37enne di Messina, una 37enne di Savona e un 26enne di Ancona sono i 4 protagonisti “terrapiattisti” di questa assurda vicenda che ha tenuto fermo per ben 40 minuti il convoglio nella stazione di Pavia: nel loro foglio “Autodeterminazione” i 4 affermavano di essere «soggetti di diritto internazionale pregiuridico, ambasciatori diplomatici fuori da ogni giurisdizione planetaria e Stati di se stessi». L’incredulità dei controllori era massima anche perché i terrapiattisti li hanno aggrediti verbalmente, a loro dire, perché la richiesta del biglietto costituisce «attacco a uno Stato libero perseguibile dalla corte mondiale». Insomma, essendo “cittadini del mondo” non ha senso che dovessero pagare il biglietto e per questo sono stati denunciati. Devono però ringraziare le forze dell’ordine che li hanno fatti scendere, a forza dal treno: se fossero rimasti a bordo di quel treno, fermato per 40 minuti perché loro sono “terrapiattisti”, la reazione degli altri passeggeri avrebbe potuto creare danni che neanche possiamo immaginare… anzi, li immaginiamo benissimo, tipo effetto Pac-Man ma nella realtà.

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