Figlia Toto Riina, ristorante “Corleone” a Parigi/ Le Iene le chiedono il pizzo…

- Dario D'Angelo

Le Iene chiedono il pizzo a Lucia Riina: la figlia del capomafia nel mirino dell’inviato Di Sarno. La richiesta estorsiva al ristorante “Corleone” a Parigi. Come reagirà?

lucia riina le parisien
Lucia Riina parla a Le Parisien

Nelle ultime settimane si è molto parlato di Lucia Riina, figlia di Totò Riina che col marito Vincenzo ha aperto un ristorante a Parigi che si chiama “Corleone by Lucia Riina”. Un nome molto evocativo, che sembra strizzare l’occhio al passato ingombrante di mafia della famiglia siciliana. Nell’ultima puntata de Le Iene Show, l’inviato Di Sarno insieme ad alcuni complici si recherà nel locale “della discordia” per fare alla donna una richiesta particolare. Quale? Insieme ad una sgangherata gang che spaccerà origini russe, la Iena chiederà a Lucia Riina di pagare il pizzo. Come reagirà la figlia dell’ex capo di Cosa Nostra? Dalle anticipazioni fornite dalla trasmissione Mediaset si intuisce poco, se non lo stupore e la perplessità inizialmente provate dall’erede Riina dinanzi ad una richiesta di questo tipo. Più reattivo il marito Vincenzo, che sembra invitare la banda a chiarire meglio la proprio richiesta perché “in siciliano quello che avete detto significano cose brutte”.

LE IENE CHIEDONO IL PIZZO ALLA FIGLIA DI TOTO’ RIINA

C’è un evidente volontà di suscitare un paradosso nella decisione de Le Iene Show di recarsi a Parigi per chiedere il pizzo alla figlia di Totò Riina. La famiglia del capomafia per una volta costretta a giocare la partita del racket a parti invertite, nei panni cioè del vessato e non del vessatore. Come andrà a finire? Lo scopriremo soltanto stasera. Di certo si può dire che Le Iene c’abbiano preso gusto ad incontrare le eredi Riina. Nel 2017 Giulio Golia, intervistò l’altra figlia del boss, Maria Concetta, anche lei lanciatasi in una nuova avventura imprenditoriale legata al nome del padre con le cialde “Zu Totò”:”Quando chiudo gli occhi io vedo mio padre, voi vedete un’altra persona, poi che lui si chiami Totò Riina, questo è un altro discorso (…) Mio padre ci diceva che lavorava per una ditta. Non abbiamo mai visto armi o fucili per casa. Quando ci fu la strage di Capaci noi eravamo sul divano con lui. Ho saputo del suo arresto dalla televisione. Abbiamo raccolto le nostre cose, chiamato un taxi e ce ne siamo andati. Allora capimmo che era davvero mafioso”. Quell’intervista all’epoca fece molto scalpore: sarà lo stesso per il servizio odierno?

IL VIDEO ANTEPRIMA DE LE IENE CHE CHIEDONO IL PIZZO ALLA FIGLIA DI RIINA

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