Papa Francesco all’Angelus/ “I politici senza saggezza sono un danno alla comunità”

Tradizionale Angelus in piazza San Pietro di Papa Francesco: ecco i passaggi più significativi

Papa Francesco
Papa Francesco (LaPresse)

Tradizionale Angelus di Papa Francesco in piazza San Pietro. Il Santo Padre si è affacciato dal suo balcone in Vaticano, rivolgendosi così ai fedeli e alle milioni di persone in ascolto: «I politici devono essere saggi – il monito del Pontefice nell’ultima domenica prima del periodo di Quaresima – altrimenti rischiano di causare dei danni alle persone che a loro si affidano». Come riporta Fanpage, Bergoglio ha citato il Vangelo, rivolgendosi nuovamente ai governanti ma anche agli educatori e a coloro che in generale dovrebbero guidarci: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? I pastori d’anime, le autorità pubbliche, i legislatori, i maestri, i genitori, ad essere consapevoli del loro ruolo delicato e a discernere sempre la strada giusta sulla quale condurre le persone». Il Papa invita ad un’attenta analisi di se stessi, prima di consigliare il prossimo: «E’ sempre utile – prosegue – aiutare il prossimo con saggi consigli ma mentre osserviamo e correggiamo i difetti del nostro prossimo, dobbiamo essere consapevoli anche noi di avere dei difetti».

PAPA FRANCESCO, ANGELUS IN PIAZZA SAN PIETRO

Solo così facendo, secondo Sua Santità, saremo in grado di essere credibili e di agire con umiltà, essere testimoni della carità: «Come possiamo – si domanda Papa Francesco – capire se il nostro occhio è libero o se è impedito da una trave? È ancora Gesù che ce lo dice: Non vi è albero buono che produca frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono». Ogni albero si riconosce dal frutto, il messaggio del Papa, e il frutto non è altro che le azioni di una persona ma anche le sue parole: «Anche dalle parole si conosce la qualità dell’albero – precisa – infatti, chi è buono trae fuori dal suo cuore e dalla sua bocca il bene e chi è cattivo trae fuori il male, praticando l’esercizio più deleterio: il chiacchiericcio, del parlare male degli altri». Con tale pratica, spiega il Santo Padre, si rischia di distruggere la famiglia, ma anche il posto di lavoro e i quartieri delle città, perché è dalla lingua «Che incominciano le guerre». Francesco conclude l’Angelus invitando i fedeli a porsi una specifica domanda: «Io parlo male degli altri? Io cerco sempre di sporcare gli altri? Per me più facile vedere i difetti altrui che i miei? E cerchiamo di correggere almeno un po’, farà bene a tutti».



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