Prete usa confessionali come legna da ardere/ Ma erano preziosi e dell’800: indagato

- Silvana Palazzo

Alessandria, prete di Pontecurone regala confessionali e li fa usare come legna da ardere, ma erano preziosi e dell’800: ora è indagato

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Chiesa di Santa Maria Assunta a Pontecurone

Un prete è indagato per aver bruciato i confessionali della sua chiesa. Ma non due confessionali qualunque: erano dell’ottocento, quindi preziosi per il loro valore, anche dal punto di vista economico. Quel che è accaduto non è stato un incidente: don Ugo dei Cas, parroco di Pontecurone (Alessandria), era convinto che fossero tarlati e quindi da buttare. Così, mentre nella chiesa sono in corso lavori di restauro, ha chiesto al suo vice un aiuto. Quindi ha smontato i confessionali consegnandoli ad un parrocchiano che ne ha fatto legna da ardere. Il sacerdote 65enne originario di Bergamo si è difeso dicendo che sarebbe stato solo troppo ingenuo, ma solo quando la Sovrintendenza delle belle Arti gli ha fatto notare il danno. «Non era mia intenzione fare dei danni. Superficialmente, facendo un po’ di riordino in chiesa, ho pensato di sistemare quei due confessionali e un armadio che erano tutti marci e fatiscenti». Ma questa spiegazione non lo ha tolto dai guai, perché il suo caso è stato segnalato in procura: ora deve rispondere del reato di danneggiamento dei beni sacri.

PRETE USA CONFESSIONALI COME LEGNA DA ARDERE

La notizia dei confessionali è arrivata fino al vescovo e poi al vicario della diocesi, Monsignor Mario Bonati, che ha scritto una circolare per tutte le parrocchie della diocesi di Tortona spiegando, se ce ne fosse bisogno, che i beni delle parrocchie non si toccano e che dal 2005 sono tutti tutelati. Quindi, non possono essere spostati o distrutti senza autorizzazione. Il parroco dovrà risarcire il danno, e il conto rischia di essere molto salato. Ma il “repulisti” di don Ugo dei Cas nella chiesa di Santa Maria Assunta ha scosso Pontecurone. «Sono dispiaciuto. Il mio rapporto personale con don Ugo è sempre stato ottimo: ancora l’altra sera il nostro parroco ci ha concesso l’uso gratuito della sala della canonica per un incontro rivolto agli amministratori di condominio sul porta a porta», ha dichiarato il sindaco, come riportato da La Stampa. Il parroco è tornato a scusarsi per quello che ha definito «un gesto commesso con semplicità, peraltro sotto gli occhi delle restauratrici che in quel momento stavano occupandosi del recupero di un ciclo di affreschi quattrocenteschi». E poi ha aggiunto: «Ero qui da poco: ho visto quegli arredi malmessi e ho fatto quel che ho fatto. Ho sbagliato: sbagliando si impara».



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