Emily Formisano, bambina morta su slittino/ Il padre è indagato per omicidio colposo

- Silvana Palazzo

Il padre di Emily Formisano, la bambina morta sullo slittino con la madre, è indagato per omicidio colposo in concorso. Le ultime notizie sulle indagini

Bormio, scontro in pista tra due sciatori
Bormio, scontro in pista tra 2 sciatori (LaPresse, 2019)

Ci sono due indagati per la morte di Emily Formisano, la bambina di 8 anni morta sullo slittino che il 4 gennaio si è schiantato contro un albero, su una pista nel Corno del Renon, in provincia di Bolzano. A bordo c’era anche la madre, Renata Dyakowska, morta al Policlinico di Modena nella notte tra il 12 e il 13 febbraio a causa delle devastanti conseguenze dell’incidente. Nel registro degli indagati era stata iscritta la responsabile della società che gestisce il comprensorio sciistico dove è avvenuto lo schianto, con l’accusa di omicidio colposo, ma per lo stesso reato in concorso è indagato anche il padre della bambina, Ciro Formisano. La Procura aveva indagato anche la madre, sempre per omicidio colposo, ipotizzando una sua responsabilità nella mancata lettura del cartello o una distrazione. La sua morte ha spento qualsiasi ipotesi a suo carico. Come riportato dal Resto del Carlino, il fatto che anche il padre di Emily fosse indagato è emerso dalla lettura degli atti da parte dei suoi legali che avevano chiesto al Riesame la restituzione degli oggetti della madre e della figlia, sequestrati dopo la tragedia.

BAMBINA MORTA SU SLITTINO, PADRE INDAGATO PER OMICIDIO COLPOSO

Il magistrato di Bolzano potrebbe riformulare l’accusa a carico della responsabile e di Ciro Formisano. Come riportato dal Resto del Carlino, potrebbe essere inclusa l’ipotesi di una responsabilità anche per la madre, morta successivamente. Ma solo con l’avviso di fine indagini sarà possibile sapere se i nomi nel registro degli indagati saranno confermati. Sul piano giuridico, si possono ipotizzare due situazioni: se la posizione del padre di Emili non sarà archiviata, sarà indagato e al tempo stesso parte civile. L’avvocato Silvia Zandaval ha annunciato infatti di voler chiedere i danni nel processo. Stessa decisione dei legali che assistono i parenti della 38enne e della bambina, cioè il fratello di 15 anni e il padre stesso. «Poiché è indagato, il padre non può neppure nominare un difensore per il figlio. Occorre un procuratore speciale». E se questo può apparire un cavillo giuridico, è bene sapere che aggiunge altri pensieri ad una famiglia che è stata vittima di una disgrazia.



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