CATTURATI LATITANTI ITALIANI IN REP. DOMINICANA/ Accuse: reati sessuali e bancarotta

- Niccolò Magnani

Cinque latitanti italiani catturati in Repubblica Dominicana: il plauso del ministro Salvini

Polizia a Fiumicino
Allarme bomba a Fiumicino (immagini di repertorio, LaPresse)

Tre latitanti italiani sono stati catturati nelle scorse ore in Repubblica Dominicana, sottrattisi a reati sessuali in Italia, e altri due accusati di reati contro il patrimonio. L’arresto, come sottolinea Repubblica, è avvenuto presso l’aeroporto Las Americas di Santo Domingo, e il gruppo sarà in Italia entro domenica. Come detto in apertura, tre dei 5 catturati erano ricercati perché condannati per abusi sessuali, fra cui il 42enne Salvatore Buonanno di Caserta, ricercato dal 2014 con una condanna ad una pena di 8 anni e 6 mesi di reclusione per reati di lesioni personali, violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo in concorso, reati commessi nella propria provincia. L’uomo si era trasferito in Repubblica Dominicana dove gestiva una pizzeria in quel di Santiago, ed è stato catturato a Costanza, a circa una trentina di chilometri di distanza dalla città di Santo Domingo, senza opporre resistenza. Arrestato anche il 72enne di Brescia, Lucio Galli, condannato per reati sessuali commessi con minori, alcuni dei quali alla prostituzione, nonché il 53enne milanese Massimo Ferrari, anch’egli condannato per violenza sessuale. Gli altri due finiti in manette sono Mauro Nadalin, 56enne di Pordenone, condannato per bancarotta fraudolenta, truffa ed appropriazione indebita, e Abele Chiarolini, 78 anni, di Brescia, anch’egli ricercato per bancarotta fraudolenta, e con precedenti per reati di falso, ricettazione, riciclaggio e abuso d’ufficio. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CATTURATI LATITANTI ITALIANI IN REP. DOMINICANA

Riuscita operazione della Polizia di Stato che ha catturato – in collaborazione con i colleghi della Repubblica Dominicana – ben 5 latitanti italiani fuggiti a Santo Domingo dopo aver compiuto (con condanna) reati sessuali e contro il patrimonio: le operazioni messe a punto nei giorni scorsi vedono oggi l’arrivo in Italia, scortati dagli uomini della PS, all’Aeroporto di Fiumicino di Roma. L’intera operazione è stata condotta dai poliziotti del Servizio centrale operativo, della Squadra mobile di Brescia e del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia con la collaborazione della Polizia locale: nel viaggio impostato e preparato da mesi verso la Repubblica Dominicana è stata anche l’occasione, oltre di bloccare e arrestare i tre condannati per stupro e violenze sessuali, di catturare anche altri due latitanti ricercati per condanne di reati contro il patrimonio. «L’attività investigativa si inserisce nell’ambito del progetto “Wanted 3”», si legge nella nota della Polizia, «promosso dalla Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato, teso a rintracciare i soggetti che, per sfuggire all’esecuzione di provvedimenti restrittivi, si danno alla latitanza sia in Italia che all’estero».

LE PAROLE DI SALVINI E BONAFEDE

Secondo le fonti del Viminale riportate sul Fatto Quotidiano i cinque arrestati latitanti sono Salvatore Buonanno (lesioni personali, violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo in concorso), Lucio Galli (reati sessuali commessi con minori, alcuni dei quali alla prostituzione), Massimo Ferrari (violenza sessuale), Mauro Nadalin, Abele Chiarolini, questi ultimi due per reati contro il patrimonio. I cinque arrestati arriveranno in Italia nelle prossime ore, con il plauso che intanto arriva dai due Ministri di Giustizia e degli Interni. Per Bonafede «Gli amici dominicani ci hanno restituito 5 criminali che volevano farla franca nonostante i rispettivi parlamenti non abbiano ancora ratificato gli accordi firmati tre settimane fa». Per il leader della Lega Salvini invece «Complimenti alla Polizia: la missione a Santo Domingo doveva riportare nelle galere italiane tre criminali condannati per reati sessuali ma i nostri poliziotti hanno scovato due delinquenti in più. È un’ottima notizia. Questi successi confermano la nostra determinazione: nessun delinquente può sentirsi tranquillo, in Italia o nel resto del Mondo».

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