Nanga Parbat, 2 sagome sono di Nardi e Ballard?/ Rinviate a domani le verifiche

- Niccolò Magnani

“Trovate 2 sagome sul Nanga Parbat”: ricerche su Daniele Nardi e Tom Ballard, rinviate a domani le verifiche e i soccorsi, pochi dubbi sugli esiti

Daniele Nardi
Daniele Nardi sul Nanga Parbat (Facebook, 2019)

Purtroppo restano davvero pochi dubbi in merito alle due sagome rinvenute dopo un avvistamento tramite telescopio: sarebbero di Daniele Nardi e Tom Ballard i due corpi visti da lontano sullo sperone Mummery dopo diversi giorni di ricerche. Secondo quanto riportato dallo staff dell’alpinista italiano, «oggi, gli elicotteri non sono riusciti a portarsi al campo base del Nanga Parbat poiché dirottati per un altro obiettivo di motivo militare». Per questo motivo i soccorritori sono costretti a rimandare le operazioni programmate per oggi a domani, sperando che le previsioni metereologiche e le condizioni militare «permettano di volare al Nanga Parbat. Alex Txikon e tutta la sua squadra è giunta al villaggio di Ser dove passeranno la notte e direttamente da li verranno prelevati dagli elicotteri». Dall’ultimo contatto del Pakistan con Daniele Nardi, che risale a domenica 24 febbraio scorso, si era appreso che i due alpinisti erano saliti fino a 6.400 metri circa per poi ridiscendere.

TROVATE 2 SAGOME SUL NANGA PARBAT

Le novità ci sono eccome, anche se potrebbero non essere positive: sul portale Facebook di Daniele Nardi l’alpinista-rivale impegnato da giorni nelle ricerche dei 2 dispersi ha raccontato di aver individuato due sagome sul Nanga Parbat nelle nuove ricognizioni con telescopio partite stamattina dopo lo stop di ieri pomeriggio. «Alex (Txikon, ndr) ci comunica che ieri dal campo base ha individuato due sagome sulla montagna; da questa mattina all’alba, stanno operando per effettuare osservazioni approfondite della parete. All’arrivo degli elicotteri, previsto a breve, sarà avviata una esplorazione lungo la via Mummery per la valutazione ravvicinata di alcune immagini del telescopio», riportano i colleghi dello staff di Nardi su Facebook. «Grazie a tutti coloro che stanno partecipando in modo attivo alle ricerche di Daniele e Tom in primis gli alpinisti impegnati al Nanga Parbat e un grazie infinito va a tutti VOI che ci state sostenendo con aiuti e tanto affetto», spiegano ancora gli amici e lo staff dell’alpinista italiana disperso assieme a Tom Ballard da diversi giorni. Nelle prossime ore le prime verifiche e ricognizioni sullo sperone del Nanga Parbat, con le speranze di ritrovare vivi i due alpinisti che purtroppo calano sensibilmente.

LA “SORPRESA” RIACCENDE LA SPERANZA

«Dopo le ricerche di Alex Txikon sulla Kishofer Route di questa mattina che non hanno portato esito positivo gli alpinisti si sono concentrati nell’analizzare dal campo base con il telescopio lo sperone Mummery. Le ricerche continueranno domani mattina»: un colpo di scena si legge sulla pagina facebook di Daniele Nardi, l’ennesima in questa lunga ed estenuante ricerca di Daniele e Tom riappare dopo che il Club Alpino del Pakistan aveva in qualche modo “spento” ogni speranza annunciando la fine delle ricerche sullo sperone Mummery. Gli elicotteri, come riporta Tg Com24, non sono infatti riusciti ad arrivare al campo base sul Nanga Parbat a causa di un’emergenza civile che ne ha richiesto l’utilizzo: per questo i soccorritori sono rimasti sul luogo e, con il tempo climatico che non è peggiorato, sono possibili nuove perlustrazioni e ricerche già dalle prossime ore. Lo stesso Stefano Pontecorvo, ambasciatore italiano in Pakistan, conferma ufficialmente che le ricerche continueranno domani, poi precisa «AlexTxikon e la sua squadra si concentreranno nuovamente sullo sperone di Mummery». Secondo quanto riferito da alcuni colleghi, pare che i due alpinisti sarebbero stati travolti da un’enorme valanga avvenuta nella notte del 24 febbraio, avvertita anche in alcuni villaggi distanti per via del grande boato provocato. Le ricerche riprenderanno dunque giovedì, con l’arrivo dei velivoli al Nanga Parbat e nuovi sorvoli sulla zona prima del rientro a Skardu: le speranze, seppur minime, non sono ancora spente. (a cura di Niccolò Magnani e Davide Giancristofaro)

STOP ALLE RICERCHE

Dal Pakistan arrivano notizie purtroppo pessime: «i soccorritori, l’esercito pachistano e le famiglie e amici degli scalatori hanno fatto tutto il possibile, ma senza risultati». Il segretario del Club Alpino del Pakistan, Karrar Haidri, ha purtroppo annunciato di aver sospeso definitivamente le ricerche di Daniele Nardi e Tom Ballard, spariti nel ventre della montagna “assassina” ormai da tanti giorni. Vani gli ultimi tentativi della super squadra di soccorritori guidati dal basco Txikon: la via mai finora tentata da anima viva sul Nanga Parbat potrebbe a questo punto esser stata effettivamente, e drammaticamente, fatale per i due alpinisti esperti saliti fin dal campo base verso lo sperone Mummery lo scorso 24 febbraio. Trovate finora solo le tende e qualche altro oggetto, ma i corpi e la restante parte dell’attrezzatura in diversi giorni di ricerca non sono stati minimamente avvicinati. Nel rientro verso il Pakistan la squadra degli spagnoli tenterà un ultimo sorvolo con gli elicotteri che stanno venendo a prenderli ma l’impressione è che per trovare Daniele e Tom ci vorrà ben più di un miracolo..

SI CERCANO ANCORA DANIELE NARDI E TOM BALLARD

Oggi è l’ultimo giorno di ricerche sul Nanga Parbat della squadra di alpinisti, guidati dal basco Alex Txikon, per provare a trovare i due dispersi dal 24 febbraio scorso Daniele Nardi e Tom Ballard. In questi giorni gli occhi di mezzo mondo, soprattutto dall’Italia e dall’Irlanda, sono rimasti incollati ai report dei soccorritori che dalla “montagna assassina” in Pakistan mandavano segnali purtroppo negativi e speranze in diminuzione per ritrovare vivi e salvi i due alpinisti dispersi mentre tentavano di scalarlo “Sperone Mummery” sul Nanga Parbat. Questa mattina Txikon e la sua squadra hanno effettuato una ricognizione sulla via Kinshofer, come da programma stabilito dalle squadre di ricerca: per le ultime 48 ore i soccorritori hanno tentato tramite particolari droni in volo sulle zone del Nanga di ritrovare tracce utili di Nardi e Ballard, finora senza esiti positivi. «Gli alpinisti hanno raggiunto quasi campo 2 e hanno fatto volare i droni fino a 7000 metri. Purtroppo, nulla è stato trovato. Il gruppo ha così deciso di tornare al campo base, a causa anche del freddo in parete, con le temperature attorno ai -25°», spiegano i colleghi di MontagnaTv, sottolineando come durante la notte si è comunque continuato ad osservare la montagna con potenti telescopi per intercettare eventualmente qualche debole luce. Tutto purtroppo ancora inutile.

L’ULTIMO REPORT DAL NANGA PARBAT

Come spiega anche la Stampa, questa sera di conclude l’operazione di ricerca per Nardi e Ballard da parte di Alex Txikon anche se al campo base restano tre alpinisti pakistani fino che permane la “finestra” di bel tempo. In giornata infatti gli elicotteri dal Pakistan torneranno a prendere l’alpinista basco, Ignacio De Zuloaga, Felix Criado e il dottore Josep Sanchisal: faranno un ultimo giro di ricognizione sulla montagna del Nanga Parbat salvo poi rientrare a Skardu se non ci dovessero essere importanti novità. Diversi ulteriori sorvoli dello Sperone Mummery non hanno purtroppo indicato nulla che possa far comprendere che cosa possa essere accaduto: sulla pagina Facebook di Daniele Nardi, dove in questi giorni i suoi amici, collaboratori e famiglia hanno postato tutti i report di aggiornamento, non perdono la speranza anche se l’esito finale positivo che tutti vorrebbero si allontana sempre più. «Le relazioni dettagliate di Txikon alla famiglia e al Gruppo di ricerca hanno consentito di valutare un’ulteriore ricognizione nella giornata di domani con obbiettivo principale l’esplorazione della zona della via Kinshofer, la via di salita e discesa maggiormente percorsa e normalmente attrezzata con corde che rimangono infisse in parete, che potrebbe essere stata scelta dai Nardi e Ballard per la discesa. La speranza rimane accesa e si affida alla generosità di Alex e del gruppo di amici che stanno operando al Nanga Parbat. Ringraziamo anche i tanti amici che in questo momento stanno dimostrando tutto il loro affetto alla famiglia di Daniele», viene riportato sulla pagina da un articolo di Dario Ricci sul Sole 24 ore di oggi.

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