MAMMA RECORD/ Con 11 figli divide le giornaliste, ma chi pagherà la loro pensione?

- Marcella Manghi

Sulla giovane madre di Como che ha dato alla luce 11 figli, due giornaliste, con fan social al seguito, hanno battagliato a favore o meno della pubblicazione della notizia

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(LaPresse)

Partita dal Corriere del 1° marzo, la “notizia” della giovane madre di Como che ha dato alla luce undici figli ha partorito una bagarre. Due giorni di travaglio. Protagoniste – almeno all’inizio – due giornaliste: Giusi Fasano – l’intervistatrice della “supermamma” – e Antonella Rampino. La seconda giudica inaccettabile che un giornale come il Corriere sbatta in prima pagina questo “mostro buono”.

Le due giornaliste sono gemelle nel mestiere, ma decisamente diverse nel resto. Ciascuna con i suoi fan, che mi ricordano molto le due fazioni “epidurale sì, epidurale no”. I sostenitori delle due redattrici sono presto diventati una fune, un cordone ombelicale di alleanze, a favore o meno dell’articolo che per scelta è messo sotto i riflettori.

Giornalisti, intellettuali e psicologi si sono scatenati in bisticci che nemmeno due futuri genitori alla scelta del nome da dare al pargolo in arrivo. C’è chi appoggia il modello di famiglia maxi in virtù di esempio evergreen, chi lo ritiene assolutamente troppo retrò, chi sa bene che è un tipo di scelta… molto vintage con tutti i suoi pregi e i suoi difetti (come del resto, sono tutti i figli).

Con la leggerezza di chi sta chiacchierando di una Vespa Piaggio, sui social i commenti si susseguono avanti per ore. Alla fine, nessuno afferma di voler giudicare la signora e il marito (mentre tutti in realtà lo fanno); e la dialettica si sposta sulla scelta hard del Corriere di dare spazio a una notizia del genere, una notizia così pro life, pro maternità, pro scelta controcorrente.

Io – da lettrice, non da giornalista – dico solo che quando apro un sito di news, mi sono stancata di trovarmi in faccia sempre disgrazie splat, polemiche-gender e stalli politici. Un po’ di sano coraggio familiare – come quello tanto polemizzato – è la turbativa minore. Se, poi, alza l’audience, come in questo caso, tanto meglio per tutti.

Dettaglio: nessuna discussione invece – per ora – su chi sarà a pagare la pensione alle due giornaliste.

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