Roma, segrega marito in soffitta/ Non lava bene i piatti e stende male il bucato

- Silvana Palazzo

Roma, una donna peruviana segrega il marito in soffitta perché non lava bene i piatti e stende male il bucato. Dopo anni di maltrattamenti viene allontanata dalla casa e dall’uomo

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Carabinieri (LaPresse)

Segrega il marito in soffitta perché non lava bene i piatti e stende male il bucato. Questa volta è una donna protagonista, non vittima, di una storia di vessazioni, umiliazioni e maltrattamenti. Le violenze sono state interrotte con la notifica a Roma alla 48enne di origine peruviana, da parte degli agenti del commissariato Monteverde, dell’ordinanza di applicazione dell’obbligo di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento del marito. È stato il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale ordinario di Roma ad emettere l’ordinanza, sulla base delle risultanze investigative raccolte dai poliziotti, a cui si è rivolto il fratello della vittima. Come riportato da Il Messaggero, la moglie gli faceva stendere il bucato e lavare i piatti, poi se riteneva che il lavoro non fosse stato fatto bene lo cacciava di casa per recluderlo nella soffitta. Inoltre, gli impediva di consumare i pasti versandoci sopra del disinfettante.

ROMA, SEGREGA MARITO: NON LAVA BENE I PIATTI E STENDE MALE I PANNI

A volte costringeva il marito a salire in fretta le scale per farlo cadere. L’uomo ha vissuto anni di vessazioni, umiliazioni e maltrattamenti per i quali era stato ridotto ad uno stato di soggezione fisica e psicologica, tollerata solo per amore del figlio che aveva paura di perdere. Una spirale di violenza che si è interrotta quando l’uomo ha deciso di dire basta. Si è reso necessario l’intervento della Polizia di Stato, con gli agenti del commissariato Monteverde, dopo una lunga serie di indagini volte ad accertare i fatti e il racconto delle violenze subite dal marito della donna, hanno notificato l’ordinanza alla 48enne. La moglie non potrà più vessare il marito e avvicinarsi a lui: così terminano tutta una serie di violenze a cui l’uomo era stato costretti per anni. L’incubo è finito. Decisivo comunque anche l’intervento del fratello, che voleva mettere fine a questa spirale di crudeltà di cui era vittima l’uomo.



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