Carla Caiazzo, bruciata dall’ex/ “Dopo 40 interventi sorrido e ringrazio Dio”

- Silvana Palazzo

Carla Caiazzo, bruciata dall’ex compagno Paolo Pietropaolo: “Sono un miracolo che cammina. Dopo 40 interventi sorrido e ringrazio Dio”

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Carla Caiazzo (foto da Facebook)

Carla Caiazzo è un miracolo che cammina. Il primo febbraio del 2016 fu vittima di un agguato in una strada di Pozzuoli: l’ex compagno Paolo Pietropaolo la ricoprì di benzina e le diede fuoco. L’uomo è stato condannato anche in Appello a 18 anni di carcere per tentato omicidio, stalking e procurato aborto. La 42enne era incinta. Per cancellare i segni delle fiamme dal corpo, volto compreso, ci sono volute più di 40 operazioni chirurgiche. Per questo ora afferma: «Sono un miracolo che cammina. Ero morta, bruciata viva dal mio ex: invece oggi, tre anni dopo l’agguato, guardo la mia bambina e ringrazio Dio che non mi ha voluto lassù». Ne ha parlato a Il Messaggero, ricordando l’ultima frase pronunciata dal mostro: «Voglio vedere se ridi ancora…». Ora sa cosa vorrebbe dirgli: «Non solo non sei riuscito ad uccidermi, ma io rido spesso». Era messa davvero male, non aveva troppe speranze. Ma all’ospedale Cardarelli di Napoli i medici salvarono la vita alla sua bimba, Giulia Pia, e a lei. Tutti pensavano che non ce l’avrebbe fatta, invece il suo fisico ha reagito bene.

CARLA CAIAZZO “DOPO 40 INTERVENTI SORRIDO E RINGRAZIO DIO”

Ora Carla Caiazzo ha trovato l’amore: «L’uomo giusto. Sono una donna serena». La 42enne ha dichiarato a Il Messaggero che non ha perdonato il suo ex compagno. «Ma non sono più arrabbiata. Il mio era un amore malato, ma ho capito che pure io avevo problemi». Sua figlia è stata fondamentale per la rinascita, ma non è l’unica a cui la deve. «A Dio innanzitutto, sono molto credente. Poi al mio compagno, Vincenzo: è stato accanto a me in silenzio, mi sono accorta che c’era sempre. Una presenza rassicurante. Ci conoscevamo già, solo dopo è sbocciato l’amore. Poi devo molto ai medici che piano piano mi hanno restituito la voglia di vivere e di mostrarmi alla gente». Fino a quando non si è sentita accettabile è rimasta chiusa in casa chiedendo spesso a Dio perché l’avesse fatta sopravvivere. Oggi non festeggia l’8 marzo perché non ne vede il motivo. «Dico soprattutto alle ragazze di oggi: non curate solo il vostro aspetto esteriore, si arriva ovunque soprattutto mostrando di avere cervello». Cosa manca al pieno recupero di Carla Caiazzo? Qualche operazione per cancellare le ultime cicatrici, intanto sente di migliorare psicologicamente. «Non recupererò la completa mobilità della mano destra, quindi difficilmente tornerò al mio lavoro: operatrice in un beauty center».



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