Morte cerebrale per donna in coma dopo chirurgia estetica/ Monza, si attende autopsia

- Davide Giancristofaro Alberti

Morte cerebrale per la 39enne di Monza che si era sottoposta ad intervento di liposuzione martedì scorso. Ora si attende autopsia

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Morte cerebrale per 39enne in coma dopo anestesia

Morte celebrale per la 39enne andata in arresto cardiaco dopo l’anestesia per sottoporsi a un intervento di liposuzione. Come vi abbiamo raccontato, la famiglia ha deciso di donare gli organi e, in conferenza stampa, i medici dell’Asst di Monza hanno evidenziato che il danno maggiore è derivato dal cervello, rimasto per troppo tempo senza l’ossigeno. Il chirurgo estetico ha praticato manovra per interrompere arresto cardiaco, con i medici che hanno provato a farla riprendere, ma purtroppo non c’è stato niente da fare. La trentanovenne non aveva patologie ed era buono in stato di salute. Il personale sanitario dell’ospedale ha poi evidenziato sulla decisione dei familiari di donare gli organi: «Nel colloquio che facciamo con tutte le famiglie dei donatori, chiediamo di interpretare la volontà del paziente: la famiglia era orientata in questo senso, è stata una discussione molto tranquilla. Una famiglia dignitosa e scossa dall’evento, che ha fatto un bel gesto alla fine di questa storia clinica sfortunata». Prezioso sarà l’esito dell’autopsia sul corpo della donna e i risultati delle analisi a cui la 39enne è stata sottoposta durante la degenza in ospedale. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

VIA LIBERA A DONAZIONE ORGANI

Si sono ulteriormente aggravate le condizioni della donna di 39 anni che si era sottoposta ad un intervento di chirurgia estetica a Seregno. L’Asst di Monza ha fatto sapere che la paziente da questa mattina presenta i criteri clinici di morte cerebrale. L’evoluzione negativa del quadro clinico è stata definita dal collegio medico-legale, che si è riunito questa mattina. Gli accertamenti per definire l’entità del danno cerebrale post-anoressico effettuati in questi giorni (Tac, angioTac, risonanza magnetica e neurofisiologia) convergono nel descrivere l’evoluzione di un quadro di coma postanossico con aumento dell’edema cerebrale e la comparsa di lesioni ischemiche diffuse, come conseguenza del prolungato arresto di circolo. Il centro dove la donna è stata colpita da arresto cardiaco, sopraggiunto dopo l’iniezione dell’anestesia, è stato posto sotto sequestro, invece il chirurgo è stato iscritto nel registro degli indagati per lesioni colpose gravissime. Ma la posizione potrebbe aggravarsi. La donna, impiegata single di Desio, si era rivolta al chirurgo plastico ed estetico di Seregno per un intervento di rassodamento ai glutei. Un intervento di routine per il medico Maurizio Cananzi, uno dei professionisti più stimati del settore e in attività da molti anni. Aveva fatto decine di volte quell’intervento. Ma mentre lo stesso medico praticava l’anestesia locale, la donna era andata in arresto cardiaco. È stato lo stesso medico a tentare di rianimarla. Subito dopo ha chiamato il 118 di Monza. (agg. di Silvana Palazzo)

MORTE CEREBRALE PER LA 39ENNE DI MONZA

Ormai non ci sono più speranza per la 39enne monzese in coma dallo scorso 5 marzo dopo essersi sottoposta ad un intervento di chirurgia estetica, una liposuzione. Poco fa, come riferisce l’edizione online del quotidiano Il Messaggero, è stata infatti dichiarata la morte celebrale della vittima. Ad aggiornare le condizioni fisiche della donna, giunta in condizioni disperate presso l’ospedale San Gerardo di Monza, in arresto cardiaco, è l’Asst, che attraverso una nota ha spiegato: «Da questa mattina la paziente presenta i criteri clinici di morte cerebrale. Un’evoluzione negativa del quadro clinico, di cui sono stati informati i famigliari, che hanno espresso la volontà di donare gli organi della donna». La paziente, A. M., si è aggravata in maniera irreversibile nelle ultime ore, dopo che la stessa era giunta nel reparto di Terapia Intensiva Neurochirurgica in condizioni già critiche.

DOVEVA SOTTOPORSI A LIPOSUZIONE

La nota dell’Asst prosegue specificando che: «Le terapie neuroprotettive effettuate non sono state sufficienti a frenare l’evoluzione del danno cerebrale iniziato al momento dell’arresto cardiocircolatorio. Gli accertamenti atti a definire l’entità del danno cerebrale post-anossico effettuati in questi giorni convergono nel descrivere l’evoluzione di un quadro di coma postanossico con aumento dell’edema cerebrale e la comparsa di lesioni ischemiche diffuse conseguenza del prolungato arresto di circolo». La 39enne si era recata presso lo studio di Seregno di Maurizio Cananzi, chirurgo estetico noto nella zona, per sottoporsi ad un trattamento di “lifting” ai glutei, ma qualcosa deve essere andato storto durante l’intervento, molto probabilmente per via di una reazione allergica della stessa paziente ad un farmaco. A quel punto la situazione è degenerata, con la donna che è andata in arresto cardiaco, collassando senza mai più riprendere conoscenza. Cananzi è indagato con l’accusa di lesioni colpose gravissime, ma a breve il reato di cui è accusato potrebbe aggravarsi in omicidio colposo.

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