Lecce, maestra denunciata e sospesa/ Piccoli alunni obbligati ad urinarsi addosso

A Lecce, maestra denunciata e sospesa dall’attività per aver maltrattato tre alunni minorenni

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Immagine di repertorio (Pixabay, 2019)

Una maestra di sostegno di Lecce è stata sospesa dal proprio lavoro per maltrattamenti nei confronti degli alunni. Il caso ci giunge precisamente da Nardò, dove la compagnia locale dei carabinieri ha eseguito la misura interdettiva della sospensione al pubblico servizio nei confronti della 50enne insegnante B.L., queste le sue iniziali. Numerosi i casi comprovati di maltrattamenti nei confronti di tre alunni minorenni di una scuola primaria neretina, presi per i capelli, schiaffeggiati, e costretti anche ad urinarsi addosso e a subire mortificazioni di ogni tipo. Dei maltrattamenti non soltanto fisici ma anche psicologici. Ad emettere l’ordinanza è stata la gip di Lecce, Simona Panzera, e la misura obbligherà la stessa maestra di sostegno a non poter praticare il proprio lavoro fino a marzo del 2020, con l’accusa di maltrattamenti di persone loro affidate per istruzione, lesioni personali e abuso di mezzi di correzione.

LECCE, MAESTRA DENUNCIATA E SOSPESA

Gli episodi che vedono coinvolti la donna, denunciata a piede libero, risalirebbero allo scorso mese di gennaio, e l’indagine è partita come al solito a seguito della denuncia di alcune mamme degli alunni, allarmate per i lividi che gli stessi presentavano sul proprio corpo, nonché per il loro stato di paura ogni qualvolta dovessero recarsi nella scuola incriminata. L’insegnante 50enne era stata denunciata alla fine dello scorso mese, mentre nella giornata di ieri è arrivata la sospensione del lavoro. La donna avrebbe preso di mira in particolare tre studenti minorenni, e le forze dell’ordine sono riuscite a smascherare la stessa introducendo delle telecamere di sorveglianza, ovviamente occultate, all’interno della stessa struttura scolastica in cui insegnava. Si tratta solamente dell’ultimo caso di maltrattamenti nei confronti di piccoli alunni da parte delle insegnanti; lo scorso 4 marzo, ad esempio, un altro episodio a Firenze, mentre a dicembre, un altro gravissimo caso direttamente da un istituto scolastico di Forlì.



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