Lara Comi, imprenditore condannato ancora per stalking/ “Un incubo senza fine”

- Silvana Palazzo

Stalking a Lara Comi, imprenditore condannato ancora: obbligo di firma per Giovanni Bernardini. L’europarlamentare di Forza Italia: “Un incubo senza fine”

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Lara Comi
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L’imprenditore jesolano che perseguitava Lara Comi è stato ancora condannato per stalking. Il Tribunale di Busto Arsizio ha emesso un nuovo provvedimento di obbligo di firma nei confronti di Giovanni Bernardini. L’ex politico, che è stato candidato sindaco alle elezioni del 2012, aveva continuato a perseguitare l’europarlamentare di Forza Italia, sebbene fosse stati già condannato per fatti analoghi. Nello scorso settembre il 49enne aveva riportati dallo stesso tribunale 10 mesi per stalking nei confronti di Lara Comi. Stando a quanto emerso dagli atti del giudice, Bernardini avrebbe usato un profilo falso sui social per provare a contattare ininterrottamente la politica fino alla fine di marzo, e questo nonostante la condanna ricevuta. Il giudice ora nella sua ordinanza ha stabilito che «dovrà presentarsi ogni giorno presso l’autorità di Polizia». Ma lo ha anche avvertito in merito all’eventualità che trasgredisca le misure cautelari in atto. «Potrà essere disposta la sostituzione con altra misura più grave».

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STALKING A LARA COMI “UN INCUBO SENZA FINE”

Potrebbe anche finire in carcere Giovanni Bernardini, se dovesse contravvenire nuovamente a quanto disposto dal giudice. «Con lo stalking l’incubo non ha fine, come purtroppo avevo a suo tempo previsto». Sulla vicenda – come riportato da Repubblica – è tornata Lara Comi, che aveva raccontato il suo incubo anche in tv. «Svariate denunce e due condanne non sono bastate a fermare lo stalker, che continua a palesarsi con la sua pressione psicologica attraverso un profilo falso sui social, nonostante le misure restrittive, tra cui un divieto di avvicinamento». L’europarlamentare di Forza Italia ha ringraziato la magistratura e le forze dell’ordine per la sensibilità mostrata, ma è convinta che su questo tema si debba gare di più. «Da un lato il legislatore introducendo norme più severe, dall’altro le piattaforme dei social network per introdurre sistemi più efficaci contro gli abusi e la diffusione di falsi profili».

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