Agguato a Milano in via Cadore/ Vittima 46enne operato al Policlinico: le ultime

- Davide Giancristofaro Alberti

Agguato in via Cadore a Milano: Enzo Anghinelli sottoposto a intervento chirurgico al Policlinico

Agguato a Milano
Agguato a Milano in Via Cadore (LaPresse)
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Enzo Anghinelli, la 46enne vittima questa mattina di un agguato in pieno centro a Milano, in via Cadore,, si trova in questi istanti sotto i ferri. Come riferisce Virgilio è infatti in corso l’operazione chirurgica al Policlinico alla vittima di cui sopra, rimasta ferita in maniera grave al volto, ma non in pericolo di vita. Due uomini armati a bordo di uno scooter hanno affiancato la Ford Focus di Anghinelli per poi fare fuoco almeno 5/6 volte. Uno dei colpi ha centrato il viso del 46enne già noto alle forze dell’ordine per precedenti questioni di droga. Pare che il ferito sia stato però colpito allo zigomo e non alla testa come si diceva inizialmente, e anche per questo il suo quadro clinico sarebbe decisamente mutato nelle ultime ore. «Una tentata esecuzione in piena regola in centro a Milano – denuncia la presidente del gruppo Forza Italia alla Camera, l’ex ministro Mariastella Gelmini – alle otto del mattino, in mezzo al traffico, gli spari e il terrore. Un segnale inquietante che il sindaco Sala e il governo non possono ignorare. Più controlli, più sicurezza, meno passerelle». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

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AGGUATO A MILANO IN VIA CADORE

Nuovi particolari in merito all’agguato avvenuto questa mattina in pieno centro a Milano, precisamente in via Cadore, zona Porta Romana, dove il 46enne Enzo Anghinelli è stato raggiunto da sei colpi di pistola, di cui uno alla stessa. Trasportato in condizioni gravissime presso il Policlinico, le sue condizioni fisiche sarebbero leggermente migliorate con il passare delle ore, ed ora la vittima sarebbe ancora in prognosi riservata ma non in pericolo di vita. Repubblica ha intervistato l’uomo che per primo ha soccorso Anghinelli stamane, un medico che si trovava a casa di amici, quando appunto è successo il fatto: «Sono sceso – racconta – non c’erano altre persone vicino alla macchina, in realtà non avevo neanche capito che fosse coinvolta una macchina visto che le persone erano tutte lontane, poi mi han detto “la macchina è quella”, mi sono affacciato e ho visto una persona alla quale usciva del sangue dalla bocca, e colpito al torace. Era in condizioni critiche, non era cosciente, si divincolava ma non era cosciente, mi hanno detto che l’ambulanza stava arrivando, io l’ho sollecitata diverse volte poi dopo qualche minuto è arrivata prima la polizia e poi l’ambulanza. Io stavo dormendo, ho sentito quattro colpi poi altri due – conclude – ma non pensavo fossero spari. Ero a casa di amici e mi hanno detto che serviva un medico, mi sono vestito e mi sono precipitato giù». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

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AGGUATO A MILANO: COLPITO 46ENNE IN AUTO

Numerosi dettagli emergono dalle prime indagini degli inquirenti giunti in Via Cadore per tutti i rilievi del caso dopo il tremendo agguato avvenuto poco dopo le ore 8: secondo le fonti del Fatto Quotidiano, la vittima (che versa ancora in gravi condizioni al Policlinico di Milano) sarebbe Enzo Anghinelli, 46enne con diversi precedenti per droga che già 21anni fa sfuggì ad un tentato omicidio da parte di un altro sicario. «È la mezzanotte del 5 novembre 1998, viale Carlo Forlanini: Anghinelli sta rientrando a casa dove lo attende la sua compagna polacca, un uomo lo affianca in Vespa, esplode tre colpi di pistola», raccontano i colleghi del Fatto. All’epoca Anghinelli era incensurato e faceva il barista, rimase ferito gravemente ma si salvò incredibilmente: la storia sembra essersi ripetuta oggi, ma nel frattempo la vittima venne coinvolta in una indagine per droga, essendo stato ritrovato con due chili di cocaina addosso facente parte di un carico di oltre 26 chili destinato alle discoteche di Milano. «Faceva fatica a respirare ma era lucido, solo un colpo dei 6 sparati lo hanno colpito», racconta a Rai News24 uno dei testimoni accorsi al momento dell’agguato. (agg. di Niccolò Magnani)

SPARI CONTRO 46ENNE NEL TRAFFICO

Agguato avvenuto questa mattina in centro a Milano. Nella zona di Porta Romana, attorno alle ore 8:00 di oggi, venerdì 12 aprile, un uomo è stato raggiunto da una serie di colpi d’arma da fuoco mentre era a bordo della sua auto. La vittima, in base alle prime informazioni raccolte dall’edizione online del Corriere della Sera, avrebbe 46 anni, e verserebbe in gravissime condizioni. L’uomo era fermo al semaforo di via Cadore, nel traffico cittadino, sulla sua Ford Focus station wagon, e si stava dirigendo in piazzale Libia, quando due persone a bordo di uno scooter/moto, casco in testa, gli si sono affiancate ed hanno iniziato a sparare. In base alle testimonianze emerse, i due malviventi avrebbero scaricato sul malcapitato almeno sei colpi d’arma da fuoco, e uno (forse due) di questi avrebbe centrato alla testa la vittima. Immediatamente sono partite le chiamate ai soccorsi, anche perché la strada era gremita al momento dell’agguato, e sul posto si sono recati gli uomini del 118, l’automedica, nonché le forze dell’ordine.

MILANO, AGGUATO A PORTA ROMANA

E’ logico pensare che si sia trattato di un vero e proprio agguato, e chi ha sparato, tenendo conto della dinamica, aveva l’intenzione di uccidere il 40enne. Gli investigatori starebbero quindi battendo la pista dell’omicidio volontario, e avrebbero già fatto scattare le indagini. Le prime mosse saranno ascoltare gli altri automobilisti e passanti che hanno assistito alla terribile scena, nonché acquisire i filmati delle numerose telecamere di sorveglianza presenti nella zona. I due avrebbero sparato all’indirizzo della vittima da una distanza molto ravvicinata, infrangendo il finestrino della vettura dal lato guidatore. A sparare dovrebbe essere stato, con grande probabilità, il passeggero a bordo dello scooter, che in un brevissimo lasso di tempo ha estratto la pistola e ha poi fatto fuoco. Dopo un primo intervento sul posto l’uomo è stato trasportato presso il pronto soccorso del Policlinico di Milano e le sue condizioni, ripetiamo, sono disperate.

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