ABUSI SU BIMBA ROM DI 4 ANNI/ Napoli, zio confessa dopo interrogatorio: fermato

- Dario D'Angelo

Lo zio della bimba rom di 4 anni vittima di abusi ha confessato di essere il responsabile delle violenze dopo un lungo interrogatorio in Questura.

Segregato in casa e ucciso da baby-gang
Polizia a Milano (LaPresse, 2019)
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Lo zio della bimba rom di 4 anni, che il 9 aprile scorso è stata portata nell’ospedale Santobono di Napoli dalla mamma dopo aver subito delle violenze, ha confessato di essere il responsabile degli abusi perpetrati sulla minore al termine di un lungo interrogatorio verificatosi in Questura. Come riportato da La Repubblica, dopo la sua confessione l’uomo è stato fermato su indicazione della sezione “Fasce deboli” della Procura di Napoli (sostituto procuratore Santulli, procuratore aggiunto Falcone). Il responsabile dei soprusi sulla nipotina di 4 anni, come riportato dall’ansa, è crollato nel corso di un estenuante interrogatorio eseguito dagli agenti della sezione minori della Squadra Mobile. Come riportato da TgCom24, la piccola arrivò nel pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli la sera di martedì insieme alla madre: i medici, durante le visite, si sono accorti di lesioni ritenute riconducibili a una recente violenza sessuale.

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ABUSI SU BIMBA ROM DI 4 ANNI

Non può che suscitare orrore e sgomento la confessione dello zio della bimba rom di 4 anni, che di fronte agli agenti della sezione minori della Squadra Mobile di Napoli ha confessato di essere il responsabile degli abusi che i medici dell’ospedale pediatrico Santobono del capoluogo campano avevano ravvisato nel corso di una visita sulla bambina. Come riportato da TgCom24, a rendere pubblica questa terribile vicenda era stato per primo il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della commissione Sanità, il quale, in seguito alla segnalazione, come ha poi spiegato in un comunicato, ha “chiesto e ottenuto conferma di quanto accaduto dal direttore dell’ospedale pediatrico partenopeo, Anna Maria Minicucci”.

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