Osso nel fiume Nure: non è di Filippo Agnelli/ Piacenza, femore di una donna del 1700

- Emanuela Longo

Osso nel fiume Nure rinvenuto a gennaio: non appartiene a Filippo Agnelli, vittima dell’alluvione ma ad una donna del 1700, i risultati dall’America

Suicidio a Milano
Immagine di repertorio (LaPresse)

Risolto, almeno in parte, il giallo dell’osso femorale umano ritrovato nel greto del torrente Nure, in provincia di Piacenza, lo scorso gennaio da due persone che passeggiavano con il cane. Inizialmente si credeva potesse appartenere a Filippo Agnelli, una delle vittime dell’alluvione del 2015 a Bettola, ma l’ipotesi è stata ora definitivamente archiviata dopo i risultati effettuate su parte del resto umano e giunti nelle passate sulla scrivania della Procura. Le analisi erano state inizialmente affidate al laboratorio di antropologia forense di Milano ma gli esperti italiani, come spiega l’agenzia di stampa Ansa, avevano spedito l’osso rinvenuto in America, affinché venisse sottoposto ad analisi approfondite con esami al radio carbonio presso un laboratorio specializzato in Florida. Gli specialisti di Miami sono stati ora in grado di stabilire con sufficiente precisione che quel femore non apparteneva a Filippo Agnelli, bensì ad una donna di circa 57 anni e vissuta tra il 1700 ed il 1800.

OSSO NEL FIUME NURE: APPARTIENE A UNA DONNA DEL ‘700

Escluso definitivamente che i resti rinvenuti nei mesi scorsi nel greto del Nure possano appartenere a Filippo Agnelli, una della tre vittime dell’alluvione che si verificò tragicamente il 14 settembre di quattro anni fa. In quell’occasione la furia del fiume fu tale da far crollare la strada a Reciso, le cui acque inghiottirono l’auto sulla quale viaggiava l’uomo 67enne con il figlio Luigi. Nelle medesime circostanze perse la vita anche una guardia giurata del posto, Luigi Albertelli. A differenza degli altri due corpi, quello del 67enne non fu mai rinvenuto e il ritrovamento di un osso umano aveva ridato speranza ai suoi familiari. La risposta che ha portato ad archiviare ancora una volta il caso è giunta al sostituto procuratore Ornella Chicca, la quale aveva dato il via agli accertamenti sull’osso dopo il suo ritrovamento del 13 gennaio scorso. I periti americani sono stati in grado di stabilire con precisione il sesso, l’età e l’epoca in cui era vissuta la donna a cui apparteneva l’osso.



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