Natasha Chokobok trovata morta in riva all’Adige/ Nessun segno di violenza sul corpo

- Emanuela Longo

Natasha Chokobok trovata morta in riva all’Adige non avrebbe riportato segni di violenza ma sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso

Natasha Chokobok
Natasha Chokobok, La vita in diretta

Solo l’autopsia potrà fare chiarezza sulle cause del decesso della giovane Natasha Chokobok ma si dovrà comunque attendere alcuni giorni prima di poter effettuare gli accertamenti richiesti. Tragico epilogo, quello della giovane madre di una bimba di sei anni, scomparsa esattamente dieci giorni fa. Secondo quanto riferito in chiusura della trasmissione La vita in diretta, nelle prossime ore i familiari sono chiamati ad eseguire il riconoscimento del corpo ma si tratta solo di una prassi dal momento che non ci sarebbero dubbi sul fatto che appartenga proprio a Natasha. Intanto, come riferisce TgVerona.it, non sembrano esserci segni di violenza sul cadavere della vittima, almeno stando ad un primo esame medico legale. Giungono oggi anche le parole del sindaco di Legnago, Clara Scapin, la quale ha commentato così la notizia del ritrovamento del cadavere della ragazza ucraina: “Per giorni abbiamo sperato, purtroppo ora abbiamo la conferma di questa tragedia. In questo momento siamo vicini alla piccola figlia e ai famigliari. Resta il rammarico più grande di non essere forse stati in grado di cogliere eventuali grida d’allarme e richieste d’aiuto di questa giovane donna”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“SE MI SUCCEDE QUALCOSA…”

Il ritrovamento del corpo di Natasha Chokobok, scomparsa da Legnago, rappresenta solo in parte la fine di un giallo. Le ricerche della donna erano iniziate proprio nella giornata di ieri ma il ritrovamento choc è avvenuto a pochi chilometri dal luogo dove la giovane madre viveva con il compagno Alin Rus e la figlia di 6 anni. Il cadavere, come spiega Il Messaggero, era coperto di fango. Sarà dunque l’autopsia a fare chiarezza sulle cause della morte della donna, nonostante i sospetti dei suoi familiari proprio nei confronti del compagno, definito un uomo molto violento. Al momento i Carabinieri non escludono alcuna posta ma hanno precisato che qualunque ipotesi al momento potrebbe essere prematura. La donna, tuttavia, come riferisce Corriere del Veneto avrebbe lanciato degli avvertimenti per i soprusi che subiva: “Questi sono i referti dell’ospedale. Di quando Alin mi ha picchiato. Se mi succede qualcosa portali ai carabinieri”, aveva detto alla madre Elena prima di portarli in caserma, anche se i militari ne erano già in possesso dopo le denunce sporte da Natasha. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

TROVATO IL CORPO SENZA VITA

Natasha Chokobok è stata trovata morta. La 29enne era scomparsa lo scorso 9 aprile da Porto di Legnago, in provincia di Verona, ed il suo cadavere è stato rinvenuto quest’oggi, attorno a mezzogiorno, sulla riva dell’Adige. Le ricerche dei vigili del fuoco e dei carabinieri, subito dopo la denuncia di scomparsa, si erano immediatamente concentrate proprio sul fiume, scandagliato per giorni fino al ritrovamento di poche ore fa. Al momento sono ancora in corso le operazioni di recupero, come riferisce Fanpage, e tutti i rilievi del caso. La mamma della ragazza, che lascia una figlia di 6 anni, ha fin da subito accusato il compagno, un 35enne di origini rumene ritenuto violento, e denunciato dalla stessa donna il giorno dopo la scomparsa. Natasha Chokobok, di origini ucraine, era uscita la sera del 9 aprile per buttare l’immondizia ma non ha fatto più ritorno, fino alla tragica scoperta di oggi. Del caso se ne era occupata più volte “La Vita in Diretta”, che aveva anche intervistato Alin Rus, il compagno: «Sono stato tutta la notte sveglio – diceva pochi giorni fa – ho chiamato anche mia sorella in Romania. Verso le 22-23 sono andato a denunciare la sparizione alle forze dell’ordine. Non l’ho picchiata quella sera, non è vero quello che dicono i parenti». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

NATASHA CHOKOBOK, TROVATO IL CORPO SENZA VITA

E’ ancora giallo attorno alla scomparsa di Natasha Chokobok, della quale non si hanno più notizie dallo scorso 9 aprile. Molte cose non tornano in questa storia e i carabinieri di Legnago, in provincia di Verona, continuano ad indagare sulla sparizione che al momento lascia molte domande aperte. Il caso è stato affrontato anche oggi dalla trasmissione La Vita in Diretta che ha spostato la sua attenzione sul ruolo del compagno della giovane 29enne sparita nel nulla. Contro di lui, punta il dito la madre della ragazza: “aveva segni addosso di violenza e anche la bimba ha raccontato di questi episodi violenti”, ha spiegato ai microfoni della trasmissione di Raiuno. Secondo la donna il compagno della figlia da qualche tempo si sentiva con due donne, una sua ex ed un’amante, tornate entrambe nella vita dell’uomo. A una di loro avrebbe scritto che doveva portare pazienza e che avrebbe preso la bambina con la quale sarebbero andati via insieme. “Lui scriveva a una sua amante”, ha aggiunto la madre. A sua detta, per questo Natasha aveva paura di non trovare la bambina e che le venisse portata via: “Lei aveva paura che lui potesse scappare con la sua bambina insieme ad un’altra donna”.

NATASHA CHOKOBOK SCOMPARSA: IL GIALLO ATTORNO AL COMPAGNO

Natasha Chokobok aveva sporto due denunce contro il compagno, poi entrambe ritirate. L’uomo avrebbe parlato di una coppia serena, felice, con i soliti problemi di ogni coppia normale ma a quanto risulta dalle denunce raccontate dalla mamma di Natasha, l’uomo sarebbe stato invece un compagno estremamente violento. Lei era finita per due volte in ospedale anche per abusi sessuali; la situazione sarebbe stata tutt’altro che rosea, stando a quanto emerso dalle indagini, in quanto la giovane madre viveva in uno stato di grande paura. La mamma della 29enne ha visto sul corpo della figlia i segni della violenza, sebbene lei non proferiva parola per la vergognava. A Natasha pare fosse precluso anche l’uso del cellulare e non poteva neppure sentire i parenti. Il compagno però smentisce tutto e racconta un’altra verità: Natasha sarebbe uscita per gettare la plastica ma quel giorno, martedì sera, non era il giorno giusto della raccolta della plastica. Qualcosa dunque non torna. Il pomeriggio della sparizione, Natasha era uscita di casa dopo pranzo per andare a prendere la bambina a scuola. Si è poi fermata in cartoleria, “ha preso la cancelleria della bimba e ho visto che aveva occhi gonfi da pianto”, ha commentato la commessa. Il compagno la picchiava con violenza secondo la madre, ma lui continua a negare tutto.

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