STUPRO A REGGIO CALABRIA: 3 ARRESTI/ L’avvocato “Vicenda piena di contraddizioni”

- Davide Giancristofaro Alberti

Stupro di gruppo a Reggio Calabria: parla l’avvocato di uno dei tre arrestati

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Immagine di repertorio (LaPresse, 2019)

Tre giovanissimi sono stati arrestati negli scorsi giorni a Reggio Calabria, accusati di stupro di gruppo ai danni di una giovane di 18 anni. Un nuovo scandalo dopo gli episodi alla Circumvesuviana e a Catania, ma anche in questo caso sono diversi i sospetti sulla tesi dell’accusa. L’avvocato Liberati, uno dei legali dei tre arrestati, ha difeso il proprio assistito a “Storie Italiane”, dicendo: «Si tratta di un arresto avvenuto dopo oltre 8 mesi dal fatto, i ragazzi sono tutti maggiorenni, poco più che 18enni di un’unica comitiva, la ragazza non ha mai denunciato alcuna violenza, e alle 5 del mattino, quando è stata raggiunta da una pattuglia dei carabinieri sulla spiaggia, ha spiegato di non aver subito alcuna violenza». Per l’avvocato si è trattato di una ragazzata: «E’ stata una ragazzata di 10 ragazzi che si conoscevano da anni – sostiene – hanno festeggiato la notte di San Lorenzo in un locale, la giovane è uscita da sola e si è poi intrattenuta in spiaggia. Non c’è stata una denuncia, è questo il grande malinteso». Secondo il legale, la versione della difesa è totalmente diversa rispetto a quella dell’accusa: «Stiamo facendo delle indagini difensive da cui è emersa una realtà completamente diversa, non c’era alcun motivo di mettere in galera tre ragazzini 19enni a otto mesi di distanza». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

STUPRO DI GRUPPO A REGGIO CALABRIA: LE ULTIME NOVITA’

Si torna a parlare del nuovo caso di stupro di gruppo, avvenuto questa volta a Reggio Calabria. Ad approfondire l’argomento è la trasmissione “Storie Italiane”, programma di Rai Uno, che fornisce ulteriori dettagli sulla vicenda. «Che cosa sta succedendo ai nostri ragazzi? Sembra un film già visto – dice l’inviato Vittorio Introcaso – è successo 8 mesi fa, la notte di San Lorenzo, doveva essere una festa e invece… pare che si conoscessero tutti fra di loro, addirittura compagni di scuola. In base a quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, ci sarebbe stata questa presunta violenza, presunta perché i ragazzi continuano a dire che non vi è stato nulla. I ragazzi hanno affermato di aver bevuto tantissimo e di aver perso quasi conoscenza. Tre fra i 20 e i 21 anni sono finiti in carcere, mentre altri 3 hanno l’obbligo di firma perché accusati di favoreggiamento, non avendo riferito tutto in questi otto mesi di indagini». Un episodio molto simile a quanto accaduto nelle ultime settimane alla Circumvesuviana prima, e a Catania poi, ed in entrambi i casi vittime e carnefici sarebbero dei giovanissimi.

REGGIO CALABRIA, STUPRO DI GRUPPO

«Abbiamo svolto numerose attività di intercettazioni – dice Francesco Ratta della squadra mobile di Reggio Calabria, ai microfoni della Rai – abbiamo pedinato quelli che ritenevano fossero gli autori della violenza sessuale di gruppo, si aggiungono alcune testimonianze, alcune collaborative altre un po’ meno». Come mostrato da La Gazzetta del Sud, una donna, madre di uno dei presunti stupratori, si è sentita male quando ha visto suo figlio essere stato portato via dalle forze dell’ordine. I ragazzi accusati sarebbero infatti tutti giovani per bene, e di conseguenza i genitori degli stessi sono rimasti sgomenti: «Siamo persone per bene – dice un papà alla Rai – è un incubo, possibile che mio figlio sia stato coinvolto in una vicenda così grave?». Le indagini proseguiranno nelle prossime ore.

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