Sabato Santo 2019, Veglia di Pasqua/ Papa, “Gesù non è un personaggio del passato”

- Niccolò Magnani

Sabato Santo 2019, la veglia di Pasqua: diretta video streaming. Una preghiera da recitare in famiglia in attesa di domani

Papa Francesco
Papa Francesco (LaPresse)
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“Perché cercate tra i morti colui che è vivo?” E’ questa la domanda ricorrente pronunciata da Papa Francesco nella veglia di Pasqua 2019 del Sabato Santo. Il Pontefice si è reso protagonista di un intervento molto proiettato nel presente, nella contingenza di tutti i giorni, così da sottolineare che il Signore non è il personaggio di una storia che si è conclusa:”Gesù non è un personaggio del passato, non si conosce sui libri di storia, si incontra nella vita”. Francesco ha invitato:”Fratelli e sorelle, ritorniamo a Galilea. Le donne ricordano Gesù, lasciano il sepolcro, Pasqua ci insegna che il credente si ferma poco al cimitero perché è portato al cammino: chiediamoci dove ci porta”. E ancora:”Diamo al vivente il posto centrale, chiediamo la grazia di non farci trasportare dalla corrente”. Poi riferendosi a Cristo, in conclusione del suo intervento:”Cerchiamo lui, lasciamoci cercare da lui. Cerchiamo lui in tutto, cerchiamo lui prima di tutto. E con lui risorgeremo”. (agg. di Dario D’Angelo)

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L’INIZIO DELL’OMELIA DI PAPA FRANCESCO

E’ in corso in questi minuti la veglia pasquale del Sabato Santo nella Basilica di San Pietro. Papa Francesco ha esordito nella sua omelia parlando del cammino della salvezza in cui tutto sembra andare ad infrangersi contro una “pietra” come quella che sbarrava il sepolcro di Gesù. Il Pontefice ha chiarito:”Scopriamo che il nostro cammino che non è vano, che non sbatte davanti ad una pietra tombale”. La domanda che si ripresenta puntualmente è:”Perché cercate tra i morti colui che è vivo?” ma il Santo Padre ricordando le donne che vanno al sepolcro di Gesù sottolinea:”Pasqua è la festa della rimozione delle pietre: Dio rimuove le pietre più dure contro cui vanno a schiantarsi speranza e armonia”. Francesco ricorda che “Gesù risorto è pietra viva” e ricorda che il Signore non può essere cercato fra i morti perché è il “Dio dei viventi: non seppellite la speranza”. (agg. di Dario D’Angelo)

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LITURGIA A GERUSALEMME

Il primo “Alleluja” pasquale è risuonato a Gerusalemme nella grande Basilica del Santo Sepolcro. Lo riporta Vatican News, sottolineando come le celebrazioni si siano svolte qui per prime piuttosto che altrove secondo il regolamento che stabilisce i turni per le comunità cristiane presenti in questo luogo santo. Dunque è proprio la Chiesa di Gerusalemme la prima nel mondo a intonare il Preconio, l’antico inno che canta la vittoria del Signore sulla morte e sul peccato. Monsignor Pierbattista Pizzaballa, Amministratore Apostolcio del Patriarcato Latino di Gerusalemme, durante l’omelia ha pronunciato le seguenti parole, dense di significato:”In questa liturgia non celebriamo un ricordo. Anche oggi, qui, Dio ama, crea, libera, conduce, perdona. Oggi, qui, Egli compie l’opera della Redenzione”. (agg. di Dario D’Angelo)

L’ORA DELLA MADRE

Sabato Santo in corso e veglia pasquale con Papa Francesco che si avvicina. Nel frattempo è giusto approfondire il significato religioso di questa giornata che secondo la tradizione precede la Resurrezione di Cristo. Come sottolineato da Vatican News, però, da una trentina d’anni a questa parte si celebra anche “l’Ora della Madre”. Centrale è infatti la figura di Maria, che in questo giorno vive il dolore per la morte del figlio e la speranza per la sua Resurrezione. Vatican News spiega:”Maria è indicata come Mater Dolorosa già da Sant’Ignazio di Loyola; l’abbiamo lasciata ai piedi della Croce, abbandonata dal Figlio che è morto e che prima di spirare l’ha affidata a Giovanni, perché Maria, chiamata alla missione di Madre, non può rimanere senza figli. Ma il dolore e la fede di Maria qui sono il dolore e la fede da cui nasce l’intera Chiesa che sta lì, con lei, ai piedi della Croce, a farsi illuminare dalla speranza”. (agg. di Dario D’angelo)

LA PREGHIERA DA RECITARE

Oggi è il Sabato Santo 2019, il giorno in cui la chiesa celebra silenzio. Cade esattamente fra il Venerdì Santo, quando muore Gesù in croce, e la domenica di Pasqua, quando il Cristo risorge. Quello di oggi è un giorno storicamente di raccoglimento per tutte le famiglie cristiane, e in rete vi sono una serie di preghiere che posso essere recitate in casa, tutti assieme, in attesa della resurrezione. Eccone una: «Signore, mio Dio, Gesù crocifisso è il gesto supremo di tutta la storia dell’umanità: l’inizio, nella sua vicinanza all’uomo peccatore fino a morire in croce per lui, di qualcosa di sorprendente, che fa nuova per sempre la storia. Mio Dio, riconosco il nuovo della storia in un gesto che rompe la spirale dell’odio: la croce di Gesù appartiene alle cose nuove che hai compiuto nella storia perchè da quell’istante ogni uomo é gratuitamente giustificato da te. Signore, aiutami ad avvicinare ogni uomo
riconoscendo che, buono o cattivo, tu lo ami e sempre lo restituisci alla sua dignità». Durante questo periodo si è soliti compiere un piccolo fioretto, una sorta di piccola rinuncia a qualcosa a noi grata, e navigando sul web abbiamo trovato questo: «Sopportare uno sguardo o una parola che ferisce, rispondendo con un sorriso chiaro, limpido, senza sottintesi». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SABATO SANTO, VEGLIA DI PASQUA

Quello di oggi, sabato Santo in attesa della Pasqua, è per i cristiani cattolici il giorno del silenzio, quello in cui si medita sul dolore per la morte di Gesù Cristo e si attende la sua Resurrezione. Ma in queste ore di fervente attesa e di speranza, pure se tutto tace, Gesù agisce, esercita la propria azione. Secondo l’antica tradizione, infatti, Cristo discende agli Inferi, nel Regno dei Morti, e lo fa per salvare l’uomo e portarlo in Cielo. E’ lì che, secondo la fede, Gesù aspetta tutti a braccia aperte. Negli Inferi avviene l’incontro con Adamo, che simboleggia in qualità di primo uomo l’umanità intera: ed è proprio Adamo che scosso, svegliato da Gesù, riceve il suo annuncio di salvezza da cui nessuno è escluso: perché Gesù con l’infallibile arma della Croce “con la morte vince la morte”.

OGGI LA VEGLIA PASQUALE DEL SABATO SANTO

Il “centro” del messaggio cristiano si dischiude in questa notte particolare del Sabato Santo, nella cosiddetta Veglia di Pasqua che annuncia la Resurrezione di Cristo dopo la Passione e la conseguente vittoria sulla morte: il Santo Sepolcro “squarciato”, i discepoli senza parole davanti a quella tomba vuota e l’annuncio di vita eterna fatto ad una incredula e spaventata Maddalena «Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e di’ loro: “Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro». Come ogni anno, la Chiesa celebra la memoria di questa Resurrezione con la Sacra Eucaristia nella notte di Pasqua, penultimo appuntamento del Triduo pasquale in attesa della Sacra Celebrazione del Giorno di Pasqua domani, con annesso messaggio Urbi et Orbi: dalle ore 20.30 in San Pietro, Papa Francesco celebra la Veglia del Sabato Santo che accompagna ogni fede verso la riscoperta della definitiva Liberazione dalla morte e dal peccato grazie al sacrificio di Cristo Gesù. Come ha annunciato lo stesso Papa Bergoglio durante il primo gesto di questo Triduo 2019, la Messa del Sacro Crisma del Giovedì Santo, «I Vangeli ci presentano spesso questa immagine del Signore in mezzo alle folle, circondato e pressato dalla gente che gli porta i malati, lo prega che scacci gli spiriti maligni, ascolta i suoi insegnamenti e cammina con Lui. Il Signore non ha mai perso questo contatto diretto con la gente, ha sempre mantenuto la grazia della vicinanza, con il popolo nel suo insieme e con ciascuna persona in mezzo a quelle moltitudini».

SABATO SANTO, VEGLIA PASQUA E SIGNIFICATO

«La Chiesa celebra, con intima adesione spirituale, la memoria della morte in croce del Figlio di Dio, e nella sua croce vede l’albero della vita, fecondo di una nuova speranza», ripeteva il Papa Emerito Benedetto XVI nel approssimarsi alla Veglia del Sabato Santo, mentre solo lo scorso anno in una Udienza Generale prima del Triduo Pasquale Papa Francesco ripeteva a Piazza San Pietro «Qual è la festa più importante della nostra fede? Io fino a 15 anni credevo fosse il Natale. Invece la Pasqua è la festa più importante, perché è la festa dell’amore di Dio per noi». Per Bergoglio, l’annuncio della Pasqua rappresenta per la Chiesa «il centro della nostra fede e della nostra speranza, è il kerygma che continuamente evangelizza la Chiesa e che essa a sua volta è inviata ad evangelizzare». Questa notte, dalle ore 20.30 in avanti sarà possibile seguire la Veglia di Pasqua con la celebrazione di Papa Francesco in Basilica di San Pietro con le consuete modalità: su Rai 1 e Tv 2000 la diretta tv, sul canale YouTube di Vatican News per la diretta streaming video da ogni parte del mondo.

L’OMELIA DEL 2018

Nel 2018 l’omelia di Papa Francesco durante la Veglia Pasquale pose l’accento sul silenzio e il buio prima della luce della Pasqua, «Sentiamo il peso del silenzio davanti alla morte del Signore, un silenzio in cui ognuno di noi può riconoscersi e che cala profondo nelle fenditure del cuore del discepolo che dinanzi alla croce rimane senza parole. Sono le ore del discepolo ammutolito di fronte al dolore generato dalla morte di Gesù: che dire davanti a questa realtà? Il discepolo che rimane senza parole prendendo coscienza delle proprie reazioni durante le ore cruciali della vita del Signore: di fronte all’ingiustizia che ha condannato il Maestro, i discepoli hanno fatto silenzio; di fronte alle calunnie e alla falsa testimonianza subite dal Maestro, i discepoli hanno taciuto. Durante le ore difficili e dolorose della Passione, i discepoli hanno sperimentato in modo drammatico la loro incapacità di rischiare e di parlare in favore del Maestro; di più, lo hanno rinnegato, si sono nascosti, sono fuggiti, sono stati zitti». Per il Santo Padre, celebrare la Pasqua significa credere nuovamente che Dio irrompe e non cessa di irrompere nelle nostre storie, «sfidando i nostri determinismi uniformanti e paralizzanti. Celebrare la Pasqua significa lasciare che Gesù vinca quell’atteggiamento pusillanime che tante volte ci assedia e cerca di seppellire ogni tipo di speranza».



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