25 APRILE, BRIGATA EBRAICA CONTESTATA A MILANO/ Fiano invitato a lasciare il corteo

- Niccolò Magnani

25 aprile a Milano, contestata la Brigata Ebraica, “terroristi e assassini”. Il deputato del Pd, Fiano, invitato bruscamente a lasciare il corteo

Brigata Ebraica a Milano
Brigata Ebraica a Milano (LaPresse, 2019)
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La festa del 25 aprile milanese è stata in parte rabbuiata dalla contestazione violenza contro la Brigata Ebraica da parte di un gruppo di filo-palestinesi al coro di “Assassini” e “Fuori i fascisti dal corteo”. Ad essere coinvolto dalle contestazioni anche il deputato del Pd, Emanuele Fiano, invitato in modi alquanto bruschi ad abbandonare il corteo. Eppure, non sono stati i soli episodi degni di nota, come riferisce AffariItaliani, che cita anche un altro caso inedito avvenuto nella giornata odierna a Milano. Si fa riferimento ad un presunto approccio molto aggressivo da parte di alcuni militanti dei centri sociali contro un gruppo di attivisti M5s, questi ultimi costretti ad arrotolare le bandiere e ad allontanarsi verso un altro settore del corteo. A testimoniare lo spiacevole accaduto è stato l’europarlamentare del Pd Brando Benifei che ha condannato pubblicamente “l’aggressione dei sedicenti antifascisti”. Secondo le stime dell’Anpi, il popolo del 25 aprile milanese è stato formato da 70mila presenti che hanno reso omaggio al 74esimo anniversario tra bandiere, slogan, applausi ed ovviamente l’immancabile ‘Bella Ciao’. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

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25 APRILE A MILANO

A Milano insieme al corteo dell’Anpi, a Roma i partigiani non li accettano: già solo da questa “vigilia” si doveva capire che come ogni anno la Brigata Ebraica avrebbe avuto non pochi problemi nel festeggiare e celebrare la Festa della Liberazione nel 25 aprile. Anche loro, volontari italiani unitisi all’esercito britannico nella cacciata dall’Italia delle forze nazifasciste, vogliono celebrare la Resistenza al nemico eppure ogni anno non sono poche le polemiche interne al Corteo dell’Anpi: a Roma si è scelto di “isolarli”, a Milano di integrarli all’interno dei partigiani con il risultato però di subire attacchi e insulti molto gravi da gruppi filo-palestinesi a lato del corteo. Due situazioni opposte di altrettanta gravità sia storica che culturale: in primis infatti la Brigata Ebraica rappresenta una delle tante forze partigiane di vario “colore” politico che parteciparono con gli alleati angloamericani alla liberazione del nostro Paese nella Seconda Guerra Mondiale. In secondo luogo, resta inaccettabile come vengano legittimate dal “pensiero unico della Resistenza” solo alcuni simboli e non altri, considerati di secondo piano perché non di estrazione comunista. «Ci abbiamo provato, ringrazio il Pd, i sindacati, a marciare insieme per 25 aprile ma non è stato possibile. Non ci rinunciamo e continuiamo a ricordarlo anche a chi non ci vorrebbe», ha fatto sapere Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, concludendo poi «Il 25 aprile è una festa. Festeggiamo la libertà, l’Italia della Costituzione, di quei valori che con il sacrificio di uomini e donne, ebrei e non ebrei, è stato costruito. È un sacrificio che ci permette ancora oggi di essere liberi e di riconoscerci in questo bellissimo paese e che non permetteremo venga offeso da polemiche e strumentalizzazioni di destra e di sinistra. Quello che è stato va ricordato e non può assolutamente essere usato da nessuno».

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PERCHÈ CE L’HANNO TUTTI CON LA BRIGATA EBRAICA

A Milano invece la bufera contro la Brigata Ebraica accade esatta e intatta come ogni benedetto 25 aprile: «terroristi, assassini, sionisti» sono solo alcuni dei cori aggressivi e insultanti lanciati da una parte del corteo Anpi (l’area filopalestinese) contro i rappresentanti della Brigata, colpevoli di essere israeliani e quindi dalla parte sbagliata della storia. «Palestina libera, Palestina rossa. Contro l’imperialismo e il sionismo, con la resistenza palestinese. Al fianco dei popoli che lottano», è uno degli striscioni che più hanno colpito i testimoni oggi per le vie di Milano durante il corteo per il 25 aprile. «Fuori i sionisti dal corteo, Israele fascista stato terrorista», rilanciano ancora alcuni gruppi per la “Free Palestina” a lato del corteo ufficiale dell’Anpi. La Brigata, come anche altre sigle di partigiani cattolici e monarchici non vengono accettati dalla storiografia ufficiale di diversi circoli Anpi perché appunto non appartenenti alle partigianerie rosse che rivendicano l’esclusiva presenza per la Liberazione d’Italia.

BUFERA SULL’ANPI

Come ha però ricordato anche oggi il Presidente Mattarella, la storia non è solo la pur importante presenza dei partigiani comunisti: l’ex candidato sindaco di Milano, Stefano Parisi, su Facebook scrive «Durante la resistenza molti ebrei provenienti dalla Palestina e sopravvissuti alla Shoah sono venuti in Italia e hanno formato una brigata per combattere la dittatura fascista. Ogni anno a Milano il 25 aprile la Brigata Ebraica sfila alla manifestazione organizzata dall’Anpi. A Roma questo non si riesce a fare. L’Anpi qui è ancora condizionata da atteggiamenti antisemiti appartenenti ad una certa sinistra che non consentono alla Brigata Ebraica di sfilare alla manifestazione. E intollerabile! Va combattuto il fascismo, l’antisemitismo e qualunque forma che privi la libertà di manifestare». Forse meglio di tutti è ancora la Dureghello a identificare la vera critica da lanciare anche in questo 25 aprile 2019: «L’Anpi che paragona la Comunità Ebraica di Roma a una comunità straniera è fuori dalla storia e non rappresenta più i veri partigiani. Oggi c’è bisogno di celebrare la giornata del 25 Aprile senza faziosità e senza ambiguità».

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