Bahri Yambu, nave con armi a Genova/ Portuali in sciopero “porti aperti ai migranti”

- Emanuela Longo

La nave Bahri Yambu carica di armi è arrivata all’alba nel porto di Genova. Portuali in sciopero e presidi pacifisti “porti aperti solo ai migranti”

Nave saudita Bahri Yanbu
Nave saudita Bahri Yanbu (Foto Twitter)

Era atteso per oggi l’arrivo nel porto di Genova della Bahri Yambu, la nave saudita carica di armi, e così è stato all’alba di questo lunedì. Dopo il boicottaggio dei portuali francesi a Le Havre, ora anche quelli di Genova potrebbero ripetere le stesse azioni. Come riporta Repubblica.it, infatti, prosegue il presidio dei lavoratori portuali insieme ai pacifisti e a Genova antifascista. I portuali genovesi e la Cgil, intanto, hanno proclamato uno sciopero: “Attrezzature e droni al servizio del militare: non vogliamo essere complici delle vittime civili in Yemen, non carichiamo”, hanno fatto sapere proprio i portuali. Secondo quanto emerso dal sito francese d’inchiesta, Disclose, la nave saudita giunta prima a Le Havre avrebbe dovuto caricare 8 cannoni Caesar diretti a Gedda per poi essere utilizzati nella guerra con lo Yemen. Da qui il boicottaggio internazionale. A commentare la vicenda sono oggi anche i portuali genovesi, anche loro nel presidio: “La nave è entrata in porto ed ha accostato perché questo è un diritto assoluto. Solo Salvini pensa di poter chiudere i porti e non far entrare navi, e in quel caso a bordo non ci sono armi come qui a Genova bensì persone. Lo abbiamo ribadito più volte: porti aperti alle persone, chiusi alle armi“.

BAHRI YAMBU, NAVE CON ARMI A GENOVA: PRESIDIO PACIFISTI

Sono numerose le associazioni che in questi giorni hanno aderito alla protesta. Ad aderire, anche l’associazionismo cattolico: Acli, Salesiani del Don Bosco, oltre a Libera, comunità di San Benedetto e tanti altri ancora. Insieme a portuali, forze politiche di sinistra e Cgil, hanno firmato un comunicato con il quale si chiedeva alle istituzioni di impedire l’attracco della nave a Genova ma Prefettura e Capitaneria di Porto erano intervenute asserendo che “non ci sono rilievi che impediscano l’attracco del cargo”. Nonostante questo, si è fatto fatica a far tornare la calma ed anzi il collettivo autonomo dei lavoratori portuali (Calp) ha subito annunciato un presidio al varco portuale Etiopia, in lungomare Canepa. Lo sciopero è invece scattato da ieri sera. Questa mattina, tuttavia, è in programma l’incontro in prefettura per dirimere la questione del cargo delle armi Bahri Yambu. Nell’incontro il prefetto Fiamma Spena si confronterà con il segretario della camera del lavoro Igor Magni e il segretario della Filt Enrico Poggi.



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