BAMBINO ALLERGICO ALLE FAVE/ Sindaco Castelfiorentino impone divieto di coltivazione

- Dario D'Angelo

Un bambino di Castelfiorentino è allergico alle fave: la decisione del sindaco di vietarne la coltivazione tutt’intorno alla sua abitazione.

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Bambino allergico alle fave (foto Lapresse)
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Un bambino è allergico alle fave: bene, non le mangi, direte voi. No, perché secondo la famiglia di un piccolo di Castelfiorentino, città metropolitana di Firenze, la sola inalazione dei vapori procura al bimbo dei problemi di salute. E allora cosa fa il sindaco? Vieta la coltivazione delle fave nel raggio di 300 metri dall’abitazione del bambino allergico. Forse non saranno felici del provvedimento i contadini chiamati a coltivare quell’ampia porzione di terreno, ma di certo non potrà lamentarsi la mamma del bambino, che già a novembre aveva chiesto al sindaco un provvedimento di questo genere per proteggere suo figlio, affetto da “favismo”, una carenza congenita di un particolare enzima presente nei globuli rossi, il glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD) che porta alla distruzione dei globuli rossi e alla comparsa di anemia emolitica con ittero in caso di assunzioni di fave.

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BAMBINO ALLERGICO ALLE FAVE: DISPOSTO DIVIETO COLTIVAZIONE

Il sindaco che ha recepito la problematica di questo bambino allergico alle fave rispondendo con un provvedimento ad hoc che potremmo definire “originale” è Lorenzo Falchi. Il primo cittadino, come riportato da La Nazione, ha firmato un’ordinanza urgente impone il divieto di coltivare le fave nel raggio di trecento metri dalla casa del bambino affetto da allergia. Come detto era stata proprio la mamma del bambino, nel mese di novembre, ad allertare l’amministrazione di Castelfiorentino sui rischi corsi dal figlio in vista della stagione delle fave: la loro abitazione è infatti circondata da decine di campi agricoli coltivati. Per provare che il figlio era affetto da favismo, la donna aveva presentato in comune una serie di documenti sanitari ed esami medici ma l’istanza ha avuto un lungo iter e per questo il provvedimento del sindaco è tardato ad arrivare. In un primo momento, infatti, la Usl Toscana Centro aveva dato parere negativo ma, dopo aver ascoltato nuovamente la famiglia ed essere venuta a conoscenza delle problematiche in cui era già incappato il bambino, il sindaco ha deciso in via cautelativa di disporre il divieto di coltivazione di fave. Chi ha già seminato dovrà distruggere tutto nel giro di sette giorni.

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