Cannabis Light, chiusura negozi?/ Un business da 7 miliardi: il ‘cavallo di Troia’

- Paolo Vites

Il ministro degli interni Salvini minaccia la chiusura di tutti i negozi che vendono cannabis light

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Giovani e marijuana, foto LaPresse

C’è un business da 7 miliardi di euro che ruota attorno alla cosiddetta “cannabis light”, la versione “innocua” della marijuana che non supera lo 0,2% di Thc, il delta-9-tetraidrocannabinolo, quel contenuto che a dosi maggiori “manda fuori di testa”. Circa 700 negozi aperti in Italia nel giro di pochissimo tempi che adesso, secondo le minacce del ministro Salvini, potrebbero venir chiusi tutti. Negozi dove si trovano cosmetici alla canapa, oli essenziali, biscotti, tisane e infiorescenze, persino hashish da fumare e che danno lavoro a parecchie persone. Per questo fa paura la minaccia di Salvini, come ha spiegato a Panorma Ornella Paladino, “proprietaria terzeria” di centinaia di ettari in Piemonte dove coltiva la canapa, fondatrice del Consorzio nazionale tutela della canapa: “Della canapa non si butta nulla: può diventare stoffa, laterizi ecologici, oli terapeutici; anche cibi e bevande, ma non si può demonizzare un intero settore, in crescita, dicendo “non è escluso che faccia male”. Per l’avvocato Giacomo Bulleri che difende produttori e venditori di canapa light, “Gli agricoltori sono finanziati con fondi europei. Un pronunciamento negativo della Corte di Cassazione comporterebbe un grave danno economico e una crisi del settore”. Nessuno però si domanda perché tanto successo economico dietro a questo nuovo business. A  far arrabbiare il ministro Salvini, giustamente, è stato il fatto che in diversi di questi negozi si vendeva sottobanco marijuana a contenuto illegale di Thc, quindi siamo davanti non solo a una sorta di cavallo di troia per arrivare alla legalizzazione delle cosiddette droghe leggere, ma anche a un modo di imbrogliare lo stato e le sue leggi. Ma questo porta a una ulteriore riflessione: siamo davanti alla contraffazione di un prodotto che ha ben altre qualità. Un po’ come la carne vegana o la carne che non è carne realmente già in commercio. Certo, ognuno è libero di comprare questa sorta di finti prodotti, ma cosa genera il fatto che tanta gente li voglia? Ideologie di varia natura, mode, ricerca estenuante di “qualcosa di diverso”, che spezzi la noia dell’usuale spesa all’Esselunga, ci dia dei brividi: ehi sto fumando cannabis anche se della cannabis vera non c’è traccia. Però fa figo.

IL CAVALLO DI TROIA

E introduce, ovviamente, al desiderio di provare dosi sempre più forti di quel prodotto. Insomma un cavallo di Troia come dicevamo prima che gioca sull’innocenza o l’ignoranza delle persone. Nella cannabis light venduta legalmente, dicono gli stessi produttori c’è una forte presenza di CBD, il cannabidiolo, che provoca gli stessi effetti della marijuana ad alto contenuto di Thc. “Molte delle nostre infiorescenze di canapa legale come la Master Kush, sono ritenute tra le migliori d’Europa, grazie all’alta presenza di CBD che la rende molto simili alle genetiche ricche di THC.” scrive un sito di vendita online. Il punto è che, se si ricorre alla marijuana si desidera sballare, poco magari, ma si punta a vivere stati emotivi e psichici diversi dalla normalità e dalla realtà. E fanno un po’ pena quelle “sicure” che vanno a comprarsi i cosmetici alla canapa perché si sentono trendy e alternative. Il problema è che, così come l’eutanasia, nelle opulente società occidentali il pensiero “che il corpo è mio e ne faccio quello che voglio” è il pensiero dominante ormai da decenni. Ma il fatto stesso che lo stato permetta la vendita di cannabis light e perseguiti legalmente la cannabis vera, dimostra che c’è una grossa coda di paglia da parte dello stato stesso, incapace di una funzione educativa, che per placare le masse offre carota e bastone, perché, anche se non lo ammette, sa che legalizzare una droga è male. Lo ha sottolineato il presidente della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche, Luciano Squillaci: “I negozi di cannabis light crediamo siano un messaggio educativo fuorviante e pericoloso quello che questi negozi e le fiere dedicate alla canapa veicolano. Normalizzare e rendere cool una sostanza è pericoloso e sbagliato”.  “La persona è un essere così grande e prezioso, così bello e imponente — in special modo il ragazzo, il giovane — che se la colpisci con qualcosa di leggero — paradossalmente e incredibilmente — è peggio, è più doloroso che se la ferissi con qualcosa di grave, di pesante” dice Silvio Cattarina, responsabile di una comunità di recupero per ragazzi tossici e disagiati, con una esperienza personale sul campo di tanti anni. “Il cuore dell’uomo è un tabernacolo così speciale, unico e delicato che, se lo urti con qualcosa di piccolo, di più piccolo di lui, sicuramente ne risente drammaticamente. Se viene toccato da qualcosa di misero, di artificiale, di alterato, di chimico, qualcosa prodotto da mani d’uomo inesorabilmente ne risente in misura acutissima”. Ma il cuore dell’uomo, del giovane, è qualcosa da zittire: in questo modo si sarà sempre più funzionali al potere che ci manovra come zombie.



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