Carlo Cicchelli ucciso in Brasile dalla fidanzata/ La sorella: “Voglio la verità”

La famiglia di Carlo Cicchelli chiede la verità sulla morte dell’avvocato torinese, ucciso in Brasile nel 2018 dalla fidanzata Clea.

Carlo Cicchelli
Carlo Cicchelli

Carlo Cicchelli, italiano ucciso in Brasile il 25 settembre 2018 dalla compagna Clea Fernanda Maximo da Silva: la famiglia dell’avvocato di Torino chiede la verità sulla sua morte. 41enne titolare di studio di consulenza legale, Carlo ha conosciuto Clea a Torino e dopo qualche tempo i due hanno avviato una convivenza. Il legale, che aveva un’ex compagna e due figli, sarebbe stato manipolato dalla donna come spiega la sorella a Chi l’ha visto?: «Prima era un’amica, poi è entrata come sorta di cliente e man mano si è insediata in casa di mio fratello come futura compagna, gli faceva una sorta di lavaggio di cervello». La madre ha aggiunto: «E’ riuscita ad allontanarlo da tanti amici e anche dai figli». Carlo e Clea a quel punto decidono di mettere in vendita la casa di Torino per trasferirsi a Palermo: l’avvocato riesce a ottenere il via libera per l’apertura di un B&b, attività che Clea prova ad occultare. «L’obiettivo di Clea era quello di prendere tutti gli averi di mio figlio e andare in Brasile», accusa la madre di Carlo, che il 19 giugno 2018 parte per Recife con destinazione Maceiò.

“VOGLIAMO LA VERITA’ SULLA MORTE DI CARLO

La sorella di Carlo Cicchelli continua la ricostruzione: «Dal 20 giugno al 15 agosto ci sono messaggi con mia madre, con mia cognata e i suoi figli». E la madre sottolinea: «Dal 14 agosto non sono più riuscita a comunicare con videochiamate, mi arrivavano solo messaggi». Il 25 settembre Carlo scrive al fratello Tony, dicendo di aver bisogno di soldi. E a quel punto scatta l’allarme: «Abbiamo fatto denuncia, il corpo si è ritrovato qualche giorno dopo», racconta la madre di Carlo. Il corpo senza vita del torinese viene rinvenuto il 5 novembre 2018, ma la morte risalirebbe al 25 settembre: Clea ha confessato delitto, spiegando di aver avuto un diverbio con lui il giorno prima; Carlo, il giorno dopo, avrebbe richiesto un rito voodoo e, nel corso di una colluttazione, la coltellata fatale. La donna è stata arrestata con l’accusa di omicidio, occultamento, vilipendio ed estorsione. E i familiari chiedono giustizia: «E’ stato sequestrato, i soldi di mio figlio dove sono?», spiega il genitore. E la sorella evidenzia: «Quali sono state le ultime ore di mio figlio, chi lo ha visto, come viveva? Voglio solo chiedere la verità di chi ha partecipato all’omicidio di mio fratello: secondo me lei si è assunta tutte le colpe per non fare entrare anche persone a lei vicine».



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