Cassazione “No riconoscimento figli di 2 padri”/ “Omosessuali possono solo adottare”

- Raffaele Graziano Flore

Sentenza della Cassazione: “No al riconoscimento ai figli di due padri”. In una nota i giudici dell’Alta Corte spiegano il no alla trascrizione in Italia: “Omosessuali possono solo adottare”

Una coppia gay
Una coppia gay (Web, 2019)

La Cassazione ha stabilito che le coppie omosessuali che hanno avuto un figlio all’estero nato con la maternità surrogata non possono ottenere in Italia la trascrizione all’anagrafe. “No al riconoscimento ai figli di due padri” hanno sentenziato infatti i giudici dell’Alta Corte, stabilendo che le coppie gay possono solamente adottare ma non ottenere la suddetta trascrizione dell’atto di filiazione che invece è stata riconosciuta nello Stato straniero. Secondo quanto si apprende dalle motivazioni della sentenza, il verdetto delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (facente riferimento alla sentenza n. 12193 che è stata resa nota oggi) sarebbe stato formulato in tal senso per tutelare la gestante e lo stesso istituto dell’adozione, rigettando dunque di fatto la domanda di riconoscimento del provvedimento adottato dal giudice di un altro Paese che accertava il rapporto di filiazione tra il minore e un soggetto che col primo non aveva alcun rapporto di tipo biologico, ovvero il “genitore di intenzione”.

LA NOTA DELLA CASSAZIONE A MARGINE DELLA SENTENZA

La decisione della Corte è molto importante perché pone fine a un dibattito che si protraeva da tempo, arrivando anche a “parificare” il caso del secondo padre con quello della madre intenzionale, tanto che appunto nel verdetto viene usata proprio l’espressione “genitore intenzionale”. In una nota, i giudici dell’Alta Corte hanno pure spiegato che il riconoscimento del rapporto di filiazione con l’altro componente della coppia era in contrasto con “il divieto di surrogazione della maternità” in base a quanto stabilito dalla legge 40 del 2004 che, come noto, regolamentava in materia di procreazione assistita. Non solo: sempre nella suddetta nota si legge come l’intenzione del legislatore, con questo divieto, intende tutelare dei valori che sono prevalenti sull’interesse del minore e comunque non esclude l’eventualità di poter attribuire rilievo al “rapporto genitoriale” mediante gli strumenti giuridici a disposizione tra cui anche l’adozione.



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