AFGHANISTAN/ Chi è Giuseppe La Rosa, il militare ucciso nell’attentato a Farah

Originario di Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia, ma residente a Bari, il bersagliere è stato colpito in pieno da una bomba a mano lanciata nell’automezzo blindato

08.06.2013, agg. il 11.02.2019 alle 15:04 - La Redazione
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Il capitano Giuseppe La Rosa (fonte: Facebook)

Un nuovo attacco contro i militari italiani di stanza in Afghanistan: un soldato del nostro contingente è rimasto ucciso in seguito all’esplosione di un ordigno nella zona di Farh, a ovest del Paese. Si tratta del capitano siciliano Giuseppe La Rosa, 31 anni, celibe, originario di Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina ma residente a Casamassima, nel barese, ed effettivo al terzo reggimento bersaglieri della Brigata Aosta. L’uomo è il 53esimo soldato del nostro Paese ad essere morto dal 2004 ad oggi nel corso della missione di “pace” della Nato. Secondo le prime ricostruzioni, intorno alle 7 di questa mattina, dei non ancora precisati attentatori, che stando alcune fonti indossavano la divisa in dotazione ai militari o alla polizia afgana (altri testimoni hanno dichiarato che il dinamitardo fosse in abiti civili), avrebbero attaccato il mezzo sul quale viaggiava la squadra di La Rosa, un Lince – mezzo blindato leggero prodotto dalla Iveco per l’Esercito – che faceva rientro in base, lanciandovi dentro una bomba a mano probabilmente approfittando del fatto che l’autista avesse rallentato in vista del centro abitato. Giuseppe, che era seduto nel posto davanti, vicino al conducente, è morto sul colpo a causa delle deflagrazione e tre suoi commilitoni sono rimasti feriti. Il maresciallo capo dei bersaglieri Giovanni Siero, originario di Desenzano del Garda e residente a Casapulla, nei pressi di Caserta, è stato ricoverato in gravi condizioni e subito sottoposto a intervento chirurgico nell’ospedale di Farah, mentre gli altri due militari feriti, appartenenti al 82esimo Reggimento Fanteria “Torino” (Barletta) e all’ottavo reggimento Bersaglieri, non sarebbero in pericolo di vita ma presenterebbero un forte trauma da shock.



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