Domus Aurea, emerge la sala della sfinge/ Un nuovo ambiente della villa di Nerone

Domus Aurea, emerge la sontuosa Sala della Sfinge, ricca di pitture e affreschi

Parco degli Acquedotti a Roma
Parco degli Acquedotti a Roma (Instagram, 2019)

Torna alla luce dopo quasi 2000 anni una nuova sala della Domus Aurea a Roma. Come anticipato dai colleghi dell’agenzia Ansa, si tratta di una scoperta sensazionale in cui i tecnici si sono imbattuti mentre stavano intervenendo per restaurare la volta di un ambiente vicino a quello scoperto. Alfonsina Russi, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo, ha commentato così l’incredibile scoperta: «E’ il frutto della nostra strategia puntata alla tutela e alla ricerca scientifica rimasta nell’oscurità per quasi venti secoli, la Sala della Sfinge ci racconta le atmosfere degli anni del principato di Nerone». Secondo quanto emerso, pare che il tutto sarebbe avvenuto alla luce diversi mesi fa, indicativamente durante l’autunno dell’anno scorso, ma da allora gli addetti ai lavori, leggasi archeologi, architetti e restauratori, hanno lavorato per mettere in sicurezza e restaurare il nuovo ambiente ritrovato, “proteggendolo” dalla stampa. La nuova sala della Domus Aurea scoperta è una stanza definita sontuosa, con pitture raffiguranti pantere, una sfinge, dei centauri, probabilmente opera della Bottega A, operante nel periodo compreso fra il 65 e il 68 dopo cristo.

DOMUS AUREA, EMERGE LA SALA DELLA SFINGE

La Domus Aurea, per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, era la villa che l’imperatore Nerone si era fatto costruire a Roma dopo il famoso incendio che devastò la Città Eterna nel 64. In latino significa Casa d’oro visto che al suo interno venne utilizzato in grande quantità proprio il metallo prezioso, così come richiesto espressamente dallo stesso imperatore romano. L’edificio originale sorgeva su un’area di circa 80 ettari, dove al suo interno vi era un palazzo che al massimo dei fasti si estendeva fra il Celio, il Palatino e l’Esquilino. Secondo gli storici la villa non sarebbe mai stata conclusa, e subito dopo la morte di Nerone sarebbe stata distrutta a seguito della restituzione al popolo romano del terreno espropriato. L’Unesco inserì la Domus Aurea nella lista dei Patrimoni dell’umanità nel 1980.



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