DON ANDREA DE FOGLIO E L’ORO DI ORICOLA/ I parrocchiani: “Non era la prima volta…”

- Silvana Palazzo

Don Andrea De Foglio a processo per l’oro di Oricola: è stato rinviato a giudizio per appropriazione indebita dopo la denuncia dei cittadini

Don Andrea, prete di Oricola
Don Andrea, prete di Oricola (Rai, 2019)

Nell’odierna puntata de La Vita in Diretta, Tiberio Timperi e la sua redazione hanno trattato il caso degli ori di Oricola, un piccolo centro in provincia dell’Aquila balzato agli onori delle cronache perché il prete locale, don Andrea De Foglio, è accusato di appropriazione indebita non solo degli ori dei santi protettori ma anche di diverse migliaia di euro, con l’aggravante del fatto che l’atto sarebbe stato perpetrato dalla sua posizione di ministro di culto. E, in diretta in trasmissione, i parrocchiani e alcune delle 16 persone che hanno deciso di denunciare il parroco non solo hanno spiegato al conduttore del programma di Rai 1 quale fosse il valore emozionale e “memoriale” di quegli ori che sono stati accumulati nel corso di ben tre generazioni, ma evidenziano come Don Andrea sarebbe stato protagonista di altri due episodi che, se confermati, sarebbero ancora più gravi. Nella denuncia dei parrocchiani, infatti, non solo il prete ha mentito sulla cassaforte che conteneva questi oro ma in passato avrebbe ricevuto 1500 euro da una coppia di anziani per la riparazione di un campanile, senza però pagare i lavori, mentre in occasione di una tragedia avvenuta nella vicina Tagliacozzo, il “don” si sarebbe impegnato a versare i soldi raccolti dalla comunità locale in una colletta, salvo il fatto che il bonifico, secondo quanto sostengono gli intervistati, non sarebbe mai arrivato ai beneficiari. (agg. di R. G. Flore)

PRETE ACCUSATO DI APPROPRIAZIONE INDEBITA

Il caso dell’oro di Oricola approda a “La Vita in Diretta”. La trasmissione di Raiuno oggi si occupa della vicenda che vede protagonista don Andrea De Foglio, il quale arrivò a Oricola, in provincia dell’Aquila, nel 2011. I concittadini lo hanno denunciato per la scomparsa di preziosi in oro di proprietà della comunità parrocchiale. La vicenda, risalente al 2014, fece scalpore tra i fedeli e suscitò apprensione in ambito ecclesiastico. Alcuni cittadini di Oricola, in forza di una documentazione, interpellarono l’autorità giudiziaria per fatti e circostanze attribuibili al religioso. Dopo cinque anni è arrivata la decisione del gip di rinviare a giudizio l’allora parroco per i reati a lui ascrivibili. Ma nel febbraio 2015 c’è stata un’altra denuncia a carico del religioso da altri cittadini di Oricola per un presunto bonifico falso. E quindi il pm Maurizio Maria Cerrato ha ravvisato la sussistenza del reato di appropriazione indebita.

DON ANDREA DE FOGLIO A PROCESSO PER L’ORO DI ORICOLA

La vicenda ha incuriosito i media, in particolare “La Vita in Diretta” che ha intervistato alcuni cittadini di Oricola per capire meglio il pensiero dei cittadini che hanno trovato soddisfazione con il rinvio a giudizio dell’ex parroco Andrea De Foglio a cinque anni dallo “scandalo”. «Una giustizia sulla quale abbiamo sempre creduto, oltre a quella dei Tribunali c’è quella Divina, perché l’accaduto non trova alcuna giustificazione», hanno dichiarato alcuni oricolani, come riportato da marsicalive. «Non avremmo mai pensato di accusare qualcuno specialmente un parroco, se non avessimo avuto le fondate ragioni», hanno proseguito. E in merito al processo per il prete hanno spiegato: «Testimonia che non eravamo pazzi e soprattutto grazie anche all’avvocato Carla Vicini che ci ha seguito credendo nei valori che difendiamo». Anche perché l’oro di Oricola non ha solo un valore economico, ma anche morale per i cittadini.

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