DROGA/ Tolleranza zero sul piccolo spaccio è giusta, ecco perché

- Silvio Cattarina

Una proposta della Lega chiede mano pesante anche contro i piccoli spacciatori. Un fenomeno che oggi si è ampliato in modo drammatico e che va contrastato

Milano, il boschetto di Rogoredo
Droga nel boschetto di Rogoredo (LaPresse)

E’ positivo che qualcosa si muova, che di nuove proposte in materia di lotta alla droga si torni nuovamente a discutere, si voglia vedere se è possibile tentare qualcosa di buono e di meglio rispetto al passato. Se c’è una verità in questo mondo è che la situazione è veramente sfuggita di mano.

Certamente preoccupa la dimensione planetaria e internazionale della coltivazione e del traffico, della malavita organizzata intorno al fenomeno della droga, insomma di tutto il mondo guardato dal punto di vista dell’offerta delle sostanze stupefacenti.  Ma nessuno sapeva e pensava (sì, alcuni lo sapevano e lo hanno sempre detto…), che il versante della domanda sarebbe diventato così vasto, immenso, così drammatico. Ossia, il numero di ragazzi, persino di preadolescenti e di adolescenti, il numero di giovani che chiede, che cerca, che vuole, che non può fare a meno delle sostanze stupefacenti e psicotrope è così alto da preoccupare veramente. Anzi, occorreva cominciare a preoccuparsene già da molto tempo.

Se la situazione della domanda di droga è così radicata e massiccia dentro il mondo giovanile, vuol dire che lo spaccio si è così ampliato e trasformato che anche verso di esso, anche verso i cosiddetti piccoli spacciatori è necessario fare qualcosa. E’ opportuno e urgente pensare qualcosa anche di deterrente, di costrittivo, di sanzionatorio. Se è vero che il carcere non è una gran soluzione, allora si pensi, si proponga altro, altre misure, altri strumenti… Non è possibile rimanere in una così sconfinata impotenza… (ma poi, il carcere mai, proprio mai, nemmeno a chi per anni continua a spacciare, anche dopo reiterati fermi, richiami, ammonimenti, nemmeno per un breve periodo?).

La responsabilità degli atti compiuti, delle azioni intraprese c’è, rimane, è sempre della persona, fosse anche della persona piccola, immatura, “stupida” come la definisce qualcuno con troppa leggerezza e sbrigatività.

I nostri ragazzi, i ragazzi che sono riusciti a entrare nelle comunità, lo hanno sempre ammesso, con grande sincerità e immediatezza: “Io, fin dalla prima volta, anche quando ero piccolo, ho sempre saputo che facevo una cosa molto brutta, sbagliata, negativa, drammatica, che non avrei dovuto e potuto fare…”.

Non dobbiamo, dunque, essere ipocriti e nemmeno ideologici, dobbiamo ammettere che ormai esiste un enorme problema riguardante anche il piccolo spaccio, lo spaccio minuto, di mano in mano, da “amico ad amico”. Oggi chi spaccia pensa di poterlo fare tranquillamente e liberamente e soprattutto pensa che tanto, sicuramente, non gli succederà nulla.

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