Eugenio Vatta, gamba amputata per frattura al femore/ “Vittima di negligenza medici”

- Silvana Palazzo

Eugenio Vatta, a La Vita in Diretta l’uomo a cui è stata amputata gamba per frattura al femore: “Evidente la negligenza dei medici”

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Eugenio Vatta, gamba amputata per frattura al femore

Finisce in ospedale per una frattura al femore dopo una caduta in bicicletta, ma ne esce con la gamba amputata. È accaduto ad Eugenio Vatta, che ha rischiato la vita per questo. I medici non si erano accorti che l’arto era andato in gangrena per un’embolia scatenata dall’intervento di ricomposizione con l’inserimento della protesi. L’amputazione dunque poteva essere evitata con esami strumentali e una consulenza chirurgica vascolare. Lo sostiene la Procura di Roma, che ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di nove medici dell’ospedale Sant’Eugenio con l’accusa di lesioni aggravate. Il dramma per il ciclista romano si è consumato in un paio di settimane. Dopo l’operazione fatica a rimettersi in piedi, le sue condizioni peggiorano e la gamba diventa livida e dolorante. La causa viene scoperta solo quando l’arto diventa visibilmente affetto da gangrena gassosa per una complicanza trombo embolia non diagnosticata in tempo. I due successivi interventi di rivascolarizzazione non bastano ad evitare l’amputazione.

EUGENIO VATTA, GAMBA AMPUTATA PER FRATTURA AL FEMORE

Due perizie disposte dal pm avevano inizialmente escluso le responsabilità dei medici, ma dopo il ricorso presentato dai legali dell’uomo, il caso è stato rivalutato alla luce di una nuova perizia. La conclusione è che bastava intervenire sei giorni prima: la diagnosi di trombo della parete interna dell’aorta era possibile una settimana dopo l’intervento, sei giorni prima dell’amputazione della gamba. Eugenio Vatta ha raccontato la sua storia a “La Vita in Diretta”, a cui invece l’ospedale non ha voluto invece parlare: «Sono uscito con la bicicletta e sono tornato a casa in sedia a rotelle. È stato un episodio molto forte. Ho sognato di suicidarmi, ho temuto di non farcela, al punto tale che avevo fretta di uscire dall’ospedale per sistemare le cose a casa». L’uomo ha raccontato anche come ha spiegato ai suoi figli la notizia: «Ci siamo fatti aiutare da uno psicologo». Ora alla giustizia chiede di accertare le responsabilità: «La negligenza è evidente. Ci sono state mancanze importanti». Il processo comincerà a ottobre.



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