Foggia, oratorio chiuso per pallonate contro i fedeli/ Il Don “Mancanza di rispetto”

A Foggia è stato chiuso l’oratorio per pallonate all’indirizzo dei fedeli

Oratorio chiuso a Foggia
Oratorio chiuso (web)

Chiuso per pallonate l’oratorio di Foggia. A comunicarlo è stato il parroco della chiesa di San Michele della nota città pugliese, a seguito di una serie di gesti di violenza gratuita nei confronti dei fedeli che andavano a messa, e di un ragazzino disabile. Protagonista in negativo un gruppo di adolescenti della zona che ha indotto appunto il don a chiudere l’oratorio. Padre Giuseppe ha comunicato la sua decisione affiggendo un cartello all’esterno della struttura, in cui si legge che per motivi di sicurezza, su ordine della questura di Foggia, «L’oratorio dell’opera San Michele rimane chiuso da oggi fino a data da destinarsi per il gioco libero nei campetti e nei cortili ai minori non iscritti e non accompagnati dai genitori». Chiuso quindi solo in parte l’oratorio, che resterà invece aperto per le sue solite attività ludico-ricreative ai ragazzini che frequenteranno il catechismo e soprattutto a coloro che ne condividono i valori.

FOGGIA, ORATORIO CHIUSO PER PALLONATE CONTRO I FEDELI

Una decisione presa per motivi di sicurezza che giunge dopo alcuni brutti gesti di alcuni ragazzini di età compresa fra gli 11 e i 17 anni che si ritrovano la sera davanti all’oratorio. In più occasioni hanno tirato delle pallonate contro i fedeli diretti in chiesa, e soprattutto hanno preso di mira un ragazzino disabile, con insulti pesanti. Il parroco ha fatto sapere di aver chiamato più volte la polizia e i carabinieri, ben 5 volte per l’esattezza, ma nei confronti delle persone prese di mira «c’è stata mancanza di rispetto». Il cartello affisso aggiunge altresì che potranno prendere parte alle attività oratoriali coloro che si iscriveranno nei prossimi giorni al San Michele, iscrizione che sarà valida fino all’anno sociale in corso. Una decisione che sta creando non poche polemiche in quel di Foggia, una scelta drastica giunta però dopo che lo stesso Don è stato portato all’esasperazione.



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