GRAN SASSO, CHIUDE TRAFORO/ M5s vs Strada dei Parchi “accuse a Toninelli fuorvianti”

- Niccolò Magnani

Chiude il traforo del Gran Sasso? Caso politico, bufera tra Mit e Strada dei Parchi: anche deputato M5s contro la società “fuorvianti accusa a Toninelli”

Traforo Gran Sasso
Traforo Gran Sasso (foto da Wikipedia)

In attesa della seduta straordinaria Consiglio regionale d’Abruzzo, all’Aquila in programma per domani mattina e relativa alla situazione del Gran Sasso, ad esprimersi in queste ore è stato anche il deputato Fabio Berardini del Movimento cinque stelle, il quale come riferisce AbruzzoWeb si è scagliato nello specifico contro Strada dei Parchi, prendendo le difese del ministro Toninelli: “Appaiono assolutamente prive di fondamento e fuorvianti le dichiarazioni di Strada dei Parchi riportate nel documento diffuso da alcuni giornali in cui la Società  avrebbe minacciato la chiusura del Traforo del Gran Sasso”, ha dichiarato. “A tal proposito occorre chiarire che Strada dei Parchi è stata coinvolta nella vicenda giudiziaria poiché ha mantenuto in esercizio le gallerie autostradali senza verificare l’esistenza di un adeguato isolamento delle superfici dei tunnel autostradali e delle condutture di scarico a servizio delle gallerie rispetto alla circostante falda acquifera e, conseguentemente, senza attuare le cautele atte a scongiurare il rischio di contaminazione delle acque sotterrane destinate all’immissione in rete derivante dall’esistenza di connessioni idrauliche tra le superfici delle gallerie e la falda acquifera”, ha proseguito il deputato M5s che ha sottolineato anche le accuse per negligenza appellate alla società. Alla luce di tutto ciò, gli articoli finora emersi e che tenterebbero di dare la colpa dell’eventuale chiusura del traforo del Gran Sasso a Toninelli “appaiono falsi e fuorvianti”. Quindi ha auspicato nella verità: ” Strada dei Parchi non può assolutamente permettersi di minacciare la chiusura del Traforo del Gran Sasso visto e considerato che sarebbero bastate più cautele ed una maggior prudenza da parte della stessa Società concessionaria per evitare il coinvolgimento nella vicenda giudiziaria”, ha concluso. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

CONFINDUSTRIA: “DANNO ENORME”

Il traforo del Gran Sasso dal prossimo 19 maggio potrebbe chiudere rischiando di lasciare l’Italia centrale di fatto spezza in due: la concessionaria dell’Autostrada delle autostrade A24 e A25Strada dei Parchi – ha deciso di bloccare a tempo indeterminato la ricreazione di quei 10 km di tunnel che attraversano la vetta più alta di tutti gli Appennini per il rischio di inquinamento delle falde acquifere del Gran Sasso dopo lo sversamento avvenuto nel lontano 2002 con materiali tossici fuorisciti dall’Infn, l’Istituto nazionale di fisica nucleare presente all’interno del Gran Sasso. Un caso politico si è trasformato di fatto nelle ultime ore vista la reazione del Mit che vuole imporre alla Strada dei Parchi di rimandare la decisione, pena la possibile grave violazione e interruzione dell’esercizio di servizio pubblico con dunque possibile revoca della concessione. Il Ministro Toninelli ha già fatto sapere di voler nominare un Commissario per il traforo del Gran Sasso all’interno del Decreto Sblocca Cantieri (oltre alla progettazione e ai lavori di messa in sicurezza per un importo stimato di circa 172 milioni di euro, riporta Repubblica) ma le tempistiche lunghe e il “ritardo” di cui viene accusato da Strada dei Parchi ha portato la concessionaria a minacciare la chiusura del tunnel dal prossimo 19 maggio.

CHIUDE IL TRAFORO DEL GRAN SASSO?

L’ultimatum lo avevano già lanciato, attacca Strada dei Parchi, settimane fa con una lettera inviata al Mit ma la mancata solerzia nel nominare Commissario e stanziare risorse ha fatto prendere la decisione “sofferta” di chiudere il traforo, causando però ora un enormità di problemi politici e prima di tutto strutturali. Il traffico rischia di paralizzarsi nell’arteria dell’Italia Centrale e le autorità locali sono in rivolta contro Strada dei Parchi e in parte anche contro il Governo accusato di “inerzia” nella gestione del problema-tunnel. «Gli amministratori vogliono presentarsi alla prima udienza del processo, fissata il 13 settembre prossimo, senza rischiare l’accusa di reiterazione del reato di inquinamento ambientale», spiegano all’Ansa fonti di Strada dei Parchi. A scagliarsi contro l’intera vicenda è il Presidente regionale della CNA Abruzzo, Savino Saraceni, che su Today esplode la sua rabbia: «Tra pochi giorni l’Abruzzo sarà spaccato in due, e in tutto questo non si riesce a comprendere quale sia l’autorità in grado di impedire che territorio interno e costa restino privi di collegamenti degni di questo nome per settimane e settimane». Non solo, per Saraceni a poche ore ormai dalla scadenza del 19 maggio fissata per la chiusura del traforo del Gran Sasso «in una ridda di minacce di revoche della concessione e annunci di diffide, ad oggi non è dato sapere quale autorità sia davvero in grado di impedire la chiusura, andando oltre gli annunci». Per Confindustria la chiusura del traforo sarebbe un danno enorme per tutte le imprese e le località dell’Italia Centrale: in una nota gli industriali si scagliano contro la possibile chiusura, «un danno enorme per tutte le imprese dell’Abruzzo interno. Un provvedimento che metterebbe in ginocchio le aziende aquilane, già gravate dalle difficoltà di una ripresa post-sisma che fatica a decollare. Come Confindustria non possiamo che opporci fermamente alla paventata chiusura del traforo del Gran Sasso, annunciata da Strada dei Parchi spa, la concessionaria delle autostrade A24 e A25».

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