IMEN CHATBOURI, UCCISA A PONTE SISTO/ Video incastra Stefan Catoi: giallo dello zaino

- Emanuela Longo

Imen Chatbouri uccisa a Ponte Sisto: il suo presunto killer incastrato da un video. La pedina fino al tragico epilogo, il 26enne respinge l’accusa di omicidio

Imen Chatbouri
Imen Chatbouri, Chi l'ha visto

In un video di un minuto e 23 secondi gli ultimi istanti di vita di Imen Chatbouri. Le immagini hanno permesso agli inquirenti di stabilire che l’ex campionessa tunisina non era caduta per caso dal Ponte Sisto di Roma. Qualcuno l’aveva spinta. Nonostante il video riprenda Stefan Iulian Catoi che segue Imen Chatbouri, l’uomo ha respinto ogni accusa davanti al gip, parlando della serata trascorsa insieme e della lite tra la donna e il fidanzato. Il giudice però ha convalidato il fermo ed emesso una misura di custodia cautelare, quindi resta in carcere: «È pericoloso e potrebbe fuggire». In alcuni frame si vede Catoi con uno zaino sulle spalle, ma durante il pedinamento non c’è. Come evidenziato da “La Vita in Diretta”, si tratta di un giallo nel giallo. Potrebbe averlo lasciato prima di andare ad uccidere la ragazza? Allora avrebbe premeditato molti minuti prima l’omicidio… (agg. di Silvana Palazzo)

IMEN CHATBOURI, VIDEO INCASTRA ROMENO

C’è un video, diffuso dalla procura di Roma nelle passate ore, che immortala gli ultimi istanti di vita di Imen Chatbouri, l’ex atleta 37enne di origini tunisine trovata morta nella notte tra l’1 ed il 2 maggio scorso sulle sponde del Tevere, dopo essere precipitata da Ponte Sisto. Le immagini però, oltre a riprendere la donna immortalerebbero anche Stefan Iulian Catoi, il 26enne romeno accusato del suo omicidio. L’uomo sarebbe stato incastrato proprio dal video, ripreso dalle telecamere di sorveglianza in diversi momenti mentre pedina Imen durante il tragitto fino a Ponte Sisto dove, stando a quanto emerso dalle indagini, l’avrebbe avvicinata alle spalle, presa dalle caviglie e scaraventata giù. Nelle immagini, il 26enne indossa una felpa bianca. L’ex atleta, forse stordita dall’alcol, era appoggiata con i gomiti sul parapetto del ponte quando il suo presunto killer si sarebbe avvicinato. Secondo l’accusa, spiega Il Messaggero, si sarebbe trattato di un omicidio premeditato. L’aggressore, secondo l’accusa, dopo aver spinto già la donna sarebbe sceso dalle scalette del Lungotevere avvicinandosi al corpo della vittima per sottrarle elementi che potessero riportare a lui, a partire dal cellulare, per poi mettere in scena un depistaggio adagiando la borsa della palestra sotto il capo di Imen per far credere che stesse dormendo.

IMEN CHATBOURI UCCISA A PONTE SISTO: LA DIFESA DEL ROMENO

Lo stesso video che ora contribuisce ad incastrare ulteriormente il presunto killer di Imen Chatbouri, tuttavia, conterrebbe anche altre importanti immagini. I due infatti vengono ripresi prima del drammatico epilogo, con l’uomo che cammina sempre dietro la tunisina in strada, per poi entrare ancora insieme in un negozio. A confermare di aver trascorso insieme la serata, smentendo però di essere stato lui ad ucciderla, è stato Stefan Iulian Catoi, che durante l’interrogatorio nel carcere di Regina Coeli ha ribadito: “Non l’ho uccisa io, ci eravamo conosciuti in un pub e abbiamo passato la serata insieme ma poi ci siamo salutati e io ho preso un bus notturno”. L’uomo, fermato lo scorso 11 maggio, ha spiegato di aver conosciuto Imen la stessa sera in cui fu poi trovata senza vita. non è escluso, secondo gli inquirenti, che tra i due la medesima sera possa essere esplosa una lite dopo il possibile rifiuto da parte della donna alle avances del romeno. A permettere agli inquirenti di giungere al 26enne sarebbero state le dichiarazioni del coinquilino olandese di Imen con il quale la donna viveva e con cui era la sera della sua morte. L’uomo si sarebbe poi allontanato prima del drammatico epilogo.



© RIPRODUZIONE RISERVATA