Lignano, sigilli a resort di lusso: 6 indagati/ Imprenditori friulani-veneti nei guai

- Emanuela Longo

Lignano, sigilli a resort di lusso: 6 persone indagate tra imprenditori friulani e veneti e un responsabile dell’area tecnica del Comune, le accuse

Lignano, sigilli a resort di lusso
Lignano, sigilli a resort di lusso (LaPresse, 2019)

Questa mattina sono scattati i sigilli  da parte dei Nas di Udine al complesso turistico di lusso Marina Azzurra Resort che sarebbe dovuto essere inaugurato tra 10 giorni a Lignano Sabbiadoro. Ne dà notizia Il Messaggero nella sua edizione online. A finire sotto sequestro, alcune pertinenze del ristorante Cason. Nella giornata di oggi sono stati notificati gli avvisi di garanzia a sei indagati, tra imprenditori friulani e veneti, oltre ad un responsabile dell’area tecnica del Comune che si era occupato di seguire l’intero progetto. Tutti e sei dovranno rispondere del reato di abuso d’ufficio, falso ideologico e violazione di norme urbanistiche. I sigilli sono stati posti in particolare nella parte ricettiva di Marina Resort a Lignano Riviera in Corso dei Continenti e in via San Martino. In una nota la procura di Udine ha precisato che il sequestro riguarda due costruzioni a Lignano, ovvero il resort Marina Azzurra che si estende per 120mila metri quadrati del valore di 40 milioni di euro e una porzione del ristorante Al Cason del valore di 3 milioni ma solo “nella parte di fabbricato costruita in ampliamento al ristorante esistente e adibita a magazzino”. La stessa procura ha precisato che il ristorante è aperto.

LIGNANO, SIGILLI A RESORT DI LUSSO: GLI INDAGATI

La procura che indaga sul caso, ha fatto chiarezza sulle persone indagate tra cui un dirigente del Comune di Lignano Sabbiadoro e alcuni liberi professionisti e imprenditori. Secondo l’accusa il dirigente avrebbe rilasciato i permessi per costruire le due strutture violando le norme urbanistiche e del piano di assetto idrogeologico in accordo con gli imprenditori coinvolti. In totale sarebbero sei le persone indagate: il dirigente comunale, un professionista lignanese che ha seguito uno dei progetti, un imprenditore lignanese e tre persone venete, anche loro imprenditori. Il ristorante Al Cason, dopo la notizia dei sequestri ha voluto scrivere un post su Facebook nel quale si legge: “Volevamo rassicurare tutti che il Ristorante Al Cason riaprirà venerdì, i giornali e la televisione parleranno di sequestri, fatti a Lignano oggi, ma nel nostro caso il sequestro riguarda una piccola parte di magazzino per un presunto abuso edilizio, non ha nulla a che fare con la parte ristorativa e non intacca assolutamente il nostro Ristorante”.



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