Manda sms all’ex: non è molestia, assolto/ Cassazione: non aveva blocco sul telefono

- Silvana Palazzo

Manda sms all’ex per tentare riconciliazione e lei lo denuncia, ma non è molestia. E non lo aveva neppure bloccato sul telefono: la Cassazione lo ha assolto

Uno smartphone Apple
iPhone Apple (LaPresse, 2019)

Non aveva bloccato sul proprio telefono i messaggi dell’ex fidanzato e questi è stato assolto dalla Cassazione per mancanza di reato: non è molestia. L’uomo non sapeva di essere petulante: questo in sintesi il motivo per il quale la Suprema Corte ha assolto un 32enne di Catanzaro. Nel ricorso l’ex partner aveva spiegato che nel suo comportamento non c’era nulla di “biasimevole”, anzi quello era un modo per trovare una riconciliazione che però lo avrebbe spinto ad agire in modo “ingenuo e maldestro”. La loro relazione era finita per decisione unilaterale di lei e nei 15 messaggi che lui aveva inviato all’ex fidanzata esprimeva “amarezza provocata dall’interruzione del rapporto, gelosia e volontà di incontri di nuovo” la donna “per riallacciare la relazione”. Dalle motivazioni della sentenza non è possibile ravvisare “il tipico atteggiamento psicologico inerente alla petulanza del comportamento” nei confronti dell’altro “fino al punto di determinarlo ad invocare aiuto”.

MANDA SMS ALL’EX: NON È MOLESTIA, ASSOLTO

Il 32enne di Catanzaro è stato accusato di molestie dall’ex fidanzata perché le ha mandato 15 messaggi in 75 giorni. La Cassazione, con sentenza definitiva, lo ha assolto ribaltando la decisione del tribunale di Catanzaro che lo aveva condannato a pagare un’ammenda di 150 euro. La difesa dell’uomo, nel suo ricorso, aveva spiegato che solo in due sms l’imputato aveva usato un linguaggio “offensivo”. Gli altri, hanno spiegato i giudici, “sono mera manifestazione di gelosia verso i nuovi frequentatori della donna”. Nella sentenza depositata oggi dalla prima sezione penale della Cassazione si ricorda che il reato di molestie “si caratterizza in termini di petulanza”, quindi “va identificato in concreto come il contegno intollerabile ed incivile verso la persona molestata, tale da determinarla ad invocare aiuto, e il modo di agire arrogante o vessatorio, privo di riguardo per la libertà o la quiete altrui”. In questo caso invece non c’è dolo e l’ex fidanzata non lo aveva mai bloccato sul suo telefono.



© RIPRODUZIONE RISERVATA